Ritorna la brutta stagione (quest'anno davvero "brutta" in tutti i sensi !) e con essa il meteo ballerino e maligno.
Tutti i possessori di scooter con il tetto sanno da sempre di dover prestare particolare attenzione alle giornate ventose (visto che non ci dobbiamo preoccupare di quelle "piovose"😂) e non solo durante la marcia ma, soprattutto, durante la sosta.
Lasciare il nostro scooter parcheggiato in balia del vento, se non è mai consigliabile per scooter "normali", figuriamoci per i nostri con il tetto a fare da vela.
E' anche vero che durante questa stagione il tetto è quasi sempre aperto e chiuderlo ad ogni parcheggio è pur sempre una scocciatura . . . quindi . . . attenti a dove parcheggiate e soprattutto sempre in favore di vento.
Una delle cose che ho sempre trovato migliorabile nell'Adiva è la progettazione del cavalletto laterale : non sembra contribuire ad "appoggiare" decisamente lo scooter sul fianco ma anzi, data l'incombenza del tetto, sembra sempre pronto ad inclinarsi dalla parte opposta . . cosa che avviene regolarmente al primo refolo di vento abbastanza sostenuto.
Non parcheggiate mai con il fianco al vento e curate di non parcheggiare mai con il cavalletto laterale a ridosso di un muro credendovi tranquilli : il vortice del vento che colpisce il muro abbatterà inesorabilmente lo scooter (come mi è successo la settimana scorsa) con risultati che vi lascio immaginare.
State attenti ed eviterete di comprare specchietti retrovisori come caramelle (sappiamo bene come si riducono quando vi troverete a rialzare la moto abbattuta sul fianco !).
E' primavera . . . e' primavera . . . ma tutti in casa e lo scooter in garage !
Sappiamo bene quanto sia splendido affacciarsi alla finestra e respirare la magnifica aria di rinascita della natura . . . sole tepido, aria frizzantina e pulita, atmosfera tersa . . . e lo scooter che aspetta per una gita imperdibile . . anzi no, perdibile eccome visto che siamo tutti in "quarantena".
Prima o poi ci affrancheremo dai "domiciliari" e si riprenderà a cavalcare il nostro amato due(tre)ruote e quindi sarà il caso di approfittare dell'inattività forzata per la manutenzione.
Ai possessori degli Adiva AD, sarà il caso di ricordare, oltre al rabbocco o cambio olio di rito con l'astina graduata, di aprire lo sportello situato sulla punta del muso anteriore per il controllo del liquido di raffreddamento! Di solito ci si dimentica dello sportello posto in quella strana posizione e, regolarmente, ce ne ricordiamo quanto la spia rossa ci acceca in maniera inquietante (inutile dire di spegnere immediatamente il motore e rabboccare il piccolo serbatoio con qualunque liquido abbiate momentaneamente a disposizione . . beh . . non proprio qualunque !).
Naturalmente, chi possiede lo scooter da parecchio avrà sicuramente il problema della chiusura a pressione dello sportellino stesso (lascata o disintegrata totalmente) ed avrà ovviato, come tutti, con una vite di acciaio inossidabile arricchita con la sua bella rondella lucente !
Le scuole di pensiero si dividono sicuramente di fronte a questa domanda esistenziale di fondamentale importanza per il genere umano.
A parte gli scherzi è sicuramente vero che gli scooterclisti (non ho scritto sbagliando . . . si tratta
della specie umana a due ruote motorizzate : gli scooteristi ed i motociclisti) hanno da sempre le loro preferenze e difficilmente cambiano abitudine (se non fortemente costretti dalle circostanze).
Se partiamo analizzando il peso del mezzo (senza considerare i cavalletti elettronici che sono di un altro pianeta) e ci limitiamo all'universo scooter, ecco che il peso è una bella discriminante . . . per chi è piuttosto gracile alzare uno scooter sul cavalletto centrale non è propriamente un gioco da ragazzi
(e sicuramente non lo è per chi possiede un Adiva dal 250 in su !) ma . . . il cavalletto centrale sembra dare maggiori garanzie di tenuta . . . o no ?
Una breve analisi
cavalletto centrale pro :
insensibilità alle inclinazioni del terreno
possibilità di liberare le ruote (anche se una alla volta)
contro :
fatica nel posizionarlo
fatica nel disinserirlo
impossibilità di disinserirlo con pavimenti perfettamente lisci (ceramica o altro, dove rischiate un'ernia nel disarcionarlo e trascinate lo scooter per tutto il pavimento)
necessità di terreno a pari livello tra i due piedini
esposizione a venti forti o urti di auto che possano ribaltare il mezzo
cavalletto laterale pro :
estrema leggerezza nel posizionamento o nel disinserirlo
stabilità del mezzo (entrambe le ruote a terra)
insensibilità a venti o urti (eccetto tornado, uragani, autotreni impazziti o altro)
perfetto per pavimenti lisci o sconnessi
cavalletto laterale contro :
terreno cedevole
terreno in discesa/salita
asfalto cotto dal sole
dimenticanza nel ritrarlo e lo scooter non parte (a quanti è successo?)
Ecco un altro atteggiamento mentale da correggere . . . : niente coperta per le gambe in scooter . . . non è per niente "in" . . . mai sentito nulla di piu' assurdo !
Si tratta di un'invenzione coi fiocchi che, soprattutto con uno scooter "coperto", rende la protezione dagli agenti atmosferici praticamente insuperabile.
Ovviamente leader è la "Tucano" (tanto per non fare nomi), ma qualunque sia il produttore, il concetto è il medesimo : 1) compra la "copertina", 2) installala sul tuo scooter coperto, 3) vai in scooter anche con l'uragano !
Soprattutto se provvista anche di salopette da appendere al collo, svolge l'unico lavoro che non riesce alla copertura dello scooter e cioè . . . riparare gambe e piedi, anzi meglio . . . dalla vita in giu', oltre a riscaldare piacevolmente le cosce nei climi piu' freddi (non è determinante lo so . . . ma visto che c'è !).
Altra funzione importantissima : riparare lo scooterista dagli schizzi delle auto che ci transitano vicino e che incappano nelle "poche" buche delle nostre tenutissime strade.
Infine un ulteriore vantaggio da non dimenticare : per quanto mi riguarda non lo smonto mai, limitandomi a raggomitolarlo davanti alle ginocchia in estate e lo tiro sulla sella ogni volta che parcheggio agganciandolo bene . . . ecco . . . la sella dura il doppio ! Fatelo sia estate che inverno
ed eviterete tagli e screpolature del tessuto della sella, oltre a proteggerla da "regali" inaspettati di piccioni, gatti, ecc.
Indipendentemente dalle considerazioni negative che si possono elencare : sicurezza innanzitutto e poi scarsa autonomia, tenuta di strada inesistente, esposto al dissesto delle strade sino ad arrivare
all'impossibilità di arginarne il furto, il monopattino elettrico una certezza la evidenzia . . . la voglia irrefrenabile di trovare un sostituto all'auto piu' (sottile) possibile (e se vogliamo anche ecologicamente in linea con i tempi).
E' di oggi la notizia del primo morto in Francia in "sella" ??? in piedi su questo mezzo di locomozione innovativo e sicuramente dal brillante futuro, a dimostrazione sia dell'incremento
degli utilizzatori (come sempre all'estero prima che in Italia), sia della pericolosità del mezzo ancora da migliorare e soprattutto da catalogare e regolamentare.
La mobilità cittadina ha un disperato bisogno di idee nuove ma, anche se arrivano (come in questo caso), non siamo certamente pronti ad accompagnarle con strutture e regolamenti adeguati e studiati
"ad hoc". . . . speriamo nel futuro !
Praticamente abbiamo cominciato noi (nel senso di Adiva) insieme agli amici della Piaggio quando piovevano sberleffi e lazzi da tutte le parti . . . Dai motociclisti e vabbè . . si sapeva . . Ma gli scooteristi incalliti non erano da meno . . Ricordo commenti tipo "carriola" "sidecar anteguerra" "triciclo" "carrozzina" ed altre piacevolezze tese a screditare un progetto destinato poi a crescere in maniera esponenziale.
Quei pochi che avevano (giustamente) intravisto un enorme passo avanti in tema di stabilità e sicurezza si sentivano emarginati, se non automobilisti rinnegati pronti a vendersi a qualsiasi cosa avesse più di due ruote e garantisse un minimo di comfort stradale.
Oramai possiamo dire che il concetto è stato ampiamente sdoganato e nessuno ti addita più se giri su un tre ruote, qualunque esso sia, prova che, a parte i puristi, gli innegabili vantaggi cominciano ad interessare sempre più utenti alla ricerca di un'alternativa all'auto . . . Ne vedremo ancora delle belle!
Chissà i puristi cosa diranno . . . gli stessi "soloni" che provavano conati di vomito al solo nominare le tre ruote (già, ma per i motociclisti gli scooter non sono moto, quindi la categoria non la consideravano minacciata !), adesso si devono sorbire la moto la tre ruote . . . e questa volta è davvero una "moto".
Una moto a tutti gli effetti, fatta come una moto, che si usa come una moto e con prestazioni invece da "super moto" : si tratta della Yamaha Niken e lode alla casa giapponese per il coraggio della proposta.
Chi l'ha provata (o acquistata), dice quello che abbiamo detto tutti in merito agli scooter a tre ruote
dopo che, scemato lo scetticismo iniziale, li abbiamo visti affollare gradualmente le nostre strade :
si tratta del futuro della tecnologia applicata ai mezzi di trasporto con affidabilità, sicurezza, frenata e tenuta di strada senza pari unita ad una piacevolezza di guida unica, con il trascurabile fastidio di un peso maggiore e di un ingombro sicuramente superiore alla media, ma tollerabile.
Potranno migliorarla ? Certamente . . . magari affinando l'avantreno, correggendo la durezza della sella, rinforzando freni e parafanghi anteriori, ma intanto la strada è aperta . . . . agilità e libertà di una moto con frenata e sicurezza di un auto, cosa si puo' volere di piu' !
Parlare di scooter vuol dire, naturalmente, parlare di mobilità urbana.
E allora cogliamo l'occasione per parlare di un mezzo
estremamente moderno e funzionale che sta conquistando sempre più proseliti : si tratta della bicicletta a pedalata assistita.
Si tratta di un'invenzione incredibile . . . . tutti i vantaggi e l'agilità della bicicletta senza gli svantaggi (e la fatica) della pedalata : puoi andare a lavorare anche d'estate in giacca e cravatta senza arrivare madido di sudore come un calzino bagnato, i saliscendi e i sottopassi della cintura urbana non ti fanno piu' paura, le distanze da percorrere non ti spaventano più . . . tutto cio', naturalmente, a patto di acquistare un modello discreto per affidabilità ed autonomia (quindi non l'evoluzione del mitico Solex !!!).
Detto questo perchè di modelli in giro ce ne sono tanti, ma è importante focalizzarsi su qualità costruttiva e componentistica . . . . praticamente "chi piu' spende . . . meno spende", in modo da garantirsi un prodotto a lunga durata.
La bici elettrica o a pedalata assistita è un autentica svolta : con buona pace dei puristi (che ti guarderanno come un appestato !), la userai sempre e continuamente . . . per andare al supermercato (ecco le famose borse laterali mai passate di moda !) cosi' come andare a pranzo con la tua collega che abita all'interno della ZTL . . . (ho detto "a pranzo" . . . . maliziosi !).
Lo so . . . con il passare del tempo la carica notturna che durava una settimana arriverà a durare una giornata ma, con la (costosa) sostituzione della batteria, tutto tornerà come prima (sempre se avrete acquistato un modello come si deve !) oppure vi rassegnerete a metterla ogni sera sotto carica ricordandovene esattamente come vi ricordate di esporre al portone la raccolta differenziata serale quotidiana.
Manutenzione = zero, a parte le gomme sempre gonfie (ci penserete voi, pena bucature che vi terranno senza il vostro prezioso mezzo per giorni), freni e quanlche rabbocco di grasso alla catena (fatelo dal biciclettologo . . . non lo fate voi . . .non sono le vecchie bici di quando eravamo ragazzi . . . sono aristocratiche e potreste rovinarle con l'inesperienza).
Consigli ? Spegnete sempre la batteria all'arrivo (inutile sprecare carica ed energia) e comprate una bella catena con un bel lucchettone e, soprattutto, non limitatevi ad assicurare al cancello o alla rignhiera di turno la ruota anteriore o l'estremità del portapacchi (come vedo spesso in strada) per poi lamentarvi del furto, ma imbragate bene telaio e ruota posteriore . . . . che almeno fatichino non poco a portarla via !!!
dateci una buona occhiata perchè, oltre ad alcune foto dell'AD3, potete vedere in mostra
il prototipo AD1, un tre ruote esteticamente molto bello progettato quasi
esclusivamente per l'estero in quanto motorizzato con un Piaggio da 125 cm3 ed alcune novità assai interessanti quali : il navigatore da integrare nel cruscotto, la sella di nuovo disegno, il parabrezza con i montanti come un tempo (non sembra previsto l'optional dei deflettori laterali) e, soprattutto, il bauletto posteriore di nuovo disegno ed estraibile !!!!
In Adiva c'è stato addirittura il restyling del sito (www.adiva.it), praticamente tutto dedicato al nuovo AD3.
Scompare la versione 125 (assolutamente sottopotenziata) e l'offerta Adiva Italia si compone quindi di AD3 (300 cc.) e AD2 (200 cc.).
Esteticamente è tutto rimasto come nelle anticipazioni, ottima la larghezza dell'avantreno (700 mm.) che autorizza comportamenti anche più agili di scooter di pari categoria e cilindrata.
Linea sufficientemente filante ed anteriore moderatamente "cattivo".
Ottimo il lavoro del parabrezza avvolgente senza montanti che garantisce perfetta visibilità (per la robustezza andiamo sulla fiducia, così come per l'attacco del tetto che sarà stato testato in tutti i modi !).
Sella bassa come in stile Adiva ed aggiunta di piccolo portaoggetti chiudibile davanti alle ginocchia, manubrio piccolo, come da tradizione, con distribuzione comandi praticamente invariata dai precedenti modelli.
Sicuramente miglior sistemazione delle bocchette areazione/aria calda, ora orientabili anche sulle manopole.
Aumentata capacità del baule ma, NOTA DOLENTE, scomparsa del vano portacasco sottosella !
Va bene che è stata introdotta una presa USB, va bene che ora la batteria è più accessibile ma . . . questa non ce la dovevano fare . . . quindi . . . : casco di cortesia a occupare perennemente posto nel bagagliaio !!!
Per quanto riguarda abitabilità, prestazioni, agilità, motore, ecc. . . . . a risentirci !!
Così sembra . . . in Francia è già cominciata la commercializzazione dell'AD3 : il sito di Adiva France (http://www.adivafrance.com/) parla chiaro e spiega esaurientemente tutti i dettagli del nuovo prodotto (a parte il prezzo !!).
Già alcuni commenti sulla pagina Facebook di Adiva Italia sperano di non dover varcare il confine per poterne entrare in possesso, e ci auguriamo lo stesso anche noi !
Come promesso dalla casa parecchio tempo fa, pare che a Milano circolino i primi AD 300 in preserie (e in prova) da un rivenditore milanese.
Dopo una gestazione che non si può che definire "elefantiaca", il sogno sembra diventato . . . realtà !
L'agonia da attesa sembra quindi finita . . . inizia il periodo delle prove, del collaudo, delle verifiche, ma anche della consapevolezza che un prodotto così lungamente collaudato e testato (dalla casa), difficilmente dovrebbe deludere le aspettative in termini di affidabilità e robustezza.
Rimane comunque certo che il nostro Adiva, se da una parte ci protegge dal sole a picco (nel caso del tetto montato anche d'estate), dall'altra il riparo dall'aria che ci garantiscono sia l'ampio parabrezza che i deflettori laterali (che tanto benediciamo in inverno), ci nega una certa quota di frescura e refrigerio che altri scooter (con cupolino o addirittura a manubrio libero), possono vantare.
Ecco quindi che una possibile soluzione potrebbe essere fornita dalla tecnologia e, precisamente, dagli abbigliamenti autorefrigeranti.
Come spiega il nome, si tratta di indumenti specifici creati con possibilità di rilasciare fresco, processo ottenibile in vari modi.
Una delle tecnologie è chiamata HYPERKEWL e si ottiene immergendo l'indumento in acqua e poi strizzandolo a dovere : il tessuto speciale assorbe l'umidità e la rilascia gradualmente una volta a contatto con il calore progressivo prodotto dal corpo.
Riesce a prolungare l'effetto frescura anche sino ad un massimo di 8 ore, abbassando la temperatura vicino alla pelle da 6 a 12°C.
Un'altra tecnologia prevede l'utilizzo di GEL ATTIVI (Aqua CoolKeeper) che, dapprima in forma di cristalli solidi, una volta inumiditi si trasformano in gel che lascia evaporare l'acqua assorbendo il calore prodotto dal corpo.
Per ultimo il sistema denominato Omni-Freeze Zero : un tessuto che mette a contatto con la pelle tante piccolissime bolle contenenti uno speciale liquido refrigerante.
Tale liquido, sotto la spinta del sudore, innesca una reazione assorbendo il calore del corpo e creando una notevole sensazione di freschezza regolata proprio dalla quantità della sudorazione.
Ovviamente, tali soluzioni sono veramente efficaci se abbinate anche ad un abbigliamento leggero, meglio se traforato
Sembra proprio che il prossimo inverno lo si possa fare . . al coperto !
Indiscrezioni sempre più frequenti
danno come quasi certa la commercializzazione italiana della AD3 per il prossimo autunno, a partire forse già dal mese di ottobre.
Visti i ritardi congeniti della casa madre, prendiamo con le molle la notizia ma è certo che non può mancare molto all'uscita in Italia visto che in oriente è già una realtà
ormai consolidata.
Cominciamo quindi a riempire il salvadanaio in attesa di romperlo quanto prima . . .
Qualche giorno fa, ero fermo al semaforo con il mio AD250 con tettuccio regolarmente montato e tergicristallo in funzione (pioveva a dirotto), quando mi affianca un T-Max ultimo modello, con parabrezza alto, coprigambe Tucano Urbano e pilota infagottato come un esploratore polare (ciononostante interamente bagnato !).
Dopo averlo osservato per mezzo minuto mi è venuta spontanea questa riflessione :
se è vero che i motociclisti in particolare e gli altri scooteristi in generale snobbano noi "coperti" in quanto il vero "motociclista" o "scooterista" deve viaggiare con il cielo sopra la testa ed affrontare impavido gli eventi atmosferici quali essi siano pena la non appartenenza alla categoria (ed il ludibrio degli altri confratelli),
perchè continuo a vedere accessori di protezione dilagare sui vari scooter anche di alto "lignaggio" (come il T-Max appunto) ?
Passi i motociclisti veri, che non cedono ad alcuna protezione (anche perchè la moto non le può montare), ma gli scooteristi puri, quelli che deridono il passaggio di noi "coperti" come se fossimo dei carri di carnevale, dovrebbero guardarsi bene dal proteggersi dalle intemperie, ed avanzare sempre nudi e fieri come impone il buon nome della categoria . . . o no ?
Come previsto, per la commercializzazione dell' AD3 siamo ancora in alto mare.
Secondo alcune voci provenienti dalla casa, Febbraio scorso doveva essere il periodo di prova del veicolo presso i concessionari e Marzo il mese di commercializzazione ma, per il momento, silenzio totale.
Indubbiamente la scarsa propensione dell'utenza italiana verso i mezzi a tre ruote (e coperti poi . . . !), contribuisce a rallentare la casa madre nel decidersi ad aprire al mercato italiano, cosa che invece non è accaduta, come abbiamo avuto modo di vedere, per esempio in Giappone.
Se non altro, questa attesa a favore del Sol Levante, speriamo ci consegni un mezzo perfettamente collaudato e rodato, possibilmente privo di quei difetti di gioventù che ogni veicolo concettualmente nuovo sa di dover correggere.
Per il momento continuiamo a viaggiare con l'AD250 ormai alla soglia degli 80.000 Km., effettuati sempre con manutenzione ordinaria e con straordinari risultati.
Ed infatti, è proprio dal Sol Levante che ci giungono le prime anticipazioni dell' AD3 . . .
In Italia siamo in ritardo cronico : dopo la lunghissima gestazione e qualche timido affaccio con prototipi e preserie, siamo faticosamente arrivati alla presentazione di EICMA 2012 di un prodotto che abbisognava ancora, (almeno per il mercato italiano), di alcuni aggiustamenti.
La casa ne aveva dichiarato la commercializzazione sul territorio nazionale con la fine del mese in corso, ma scommettiamo pure su una dilatazione dei tempi sicuramente nell'ordine di qualche mese (almeno) . .
Speriamo che all'arrivo sul mercato siano stati corretti quei nei di progettazione che avevamo tutti evidenziato e che la casa stessa ne aveva anticipato la rettifica . . . intanto eccovi l'uscita del mezzo in Giappone con le modifiche (a quanto sembra dalle foto), non effettuate :
Alla fine è stato presentato, lo abbiamo visto e toccato e, sempre che non lo facciano sparire come in passato, lo guideremo anche . . . : parliamo naturalmente dell'AD3 presentato all'EICMA dal 15 al 19 Novembre u.s. e destinato alla commercializzazione a partire da Gennaio 2013.
Diciamo subito una cosa : lo scooter è bello . . . molto bello, curato nelle plastiche e nei particolari e passiamo alle considerazioni di massima.
Il motore : non si tocca ! Non lo mettiamo neanche in discussione : il 300 della Kymco è quanto di meglio si possa avere al momento in fatto di potenza abbinata a robustezza, consumo, compattezza e . . peso.
Ottima la scelta della cilindrata che troviamo assolutamente azzeccata anche in rapporto al peso del mezzo che, nonostante le tre ruote, non eccede affatto ed anzi rimane nella norma ed anche inferiore ai competitors.
Avantreno : il miracolo di ingegneria nel limare centimetri in larghezza anche all'AD2 (700 mm in totale contro i 720 mm dell'AD2 e di molti altri rivali anche a 2 e a 3 ruote), speriamo faccia tramontare definitivamente il pregiudizio secondo il quale i tre ruote sono per forza larghi e non permettono di passare tra le auto in coda . . . e speriamo anche che la soluzione adottata, (con il monoammortizzatore a 5 posizioni), svolga appieno il suo compito sopportando tutte le sollecitazioni delle nostre strade (il tempo ce lo dirà !).
Posizione di guida : ottima la visibilità garantita dal parabrezza senza montanti che ci sembra anche molto ben collegato al tettuccio, bella e comoda la sella ma imperdonabile la diminuzione dell'abitabilità per le gambe . . . sembra che, prima della commercializzazione, verrà messo mano a questo problema con la modifica delle plastiche e ce lo auguriamo davvero.
Capacità di carico : ottima come sempre quella del baule (ci sembra anche meglio guarnito e rifinito), scomparse le inutili tasche aperte nel retroscudo anteriore e buono il piccolo portaoggetti a fisarmonica ma . . . IMPERDONABILE la perdita dell'alloggiamento sottosella per il secondo casco jet.
D'accordo che, pur mantenendo la stessa altezza della sella il motore 300 sarà sicuramente più ingombrante del 200 ma l'alloggiamento sotto la sella era di una comodità ENORME ! (tra l'altro, l'ingombro del motore ha tolto circa un litro alle dimensioni del serbatoio diminuendo automaticamente l'autonomia !).
Così facendo è come perdere una considerevole capacità di carico del baule posteriore perchè la seconda scodella dobbiamo portarcela dietro per forza (o vogliamo lasciare a terra la bionda autostoppista svedese che sicuramente incontreremo alla nostra prossima uscita ?). Optional : scomparsi i deflettori laterali grazie al parabrezza ora avvolgente, rimane optional il sistema di riscaldamento (probabilmente più efficiente sia perchè ridisegnato, sia perchè alimentato dalla potenza del motore 300) e il blocco rollio anteriore.
Al momento è previsto solamente manuale (non si innesta automaticamente al fermarsi dello scooter), ma speriamo che presto sia inserito nella dotazione standard dello scooter come si conviene ad un mezzo di questo pregio.
Conclusioni : non ne traiamo ancora . . è troppo presto . . ci risentiamo quando commenti, prove, collaudi saranno più numerosi e mirati . . . alle prossime !
P.S. : ecco una presentazione dell'AD3 da parte di un tecnico Adiva :
E' UFFICIALE !
Da questa mattina il sito www.adiva.it cambia addirittura dalla pagina di benvenuto mostrando l'immagine dell' AD3 e nella home page c'è il richiamo all'imminente EICMA 2012 dove Adiva presenterà il nuovo prodotto corredato di foto e video ! (che già avevamo anticipato !).
Non sembrano esserci più dubbi : dopo anni di sperimentazione e di collaudo sta per uscire il mezzo che, se sarà supportato da una adeguata campagna pubblicitaria e informativa, e se la crisi può aver modificato la testa degli italiani dapprima solo attenti alla moda e all'estetica piuttosto che alla praticità, potrebbe davvero segnare una svolta importante nella mobilità, collocandosi dove nessun altro mezzo si era mai inserito : nel segmento ideale tra la moto e l'auto, unendo i vantaggi delle due categorie e assottigliandone i difetti.
Fiumi di inchiostro (anzi, di byte !) scriveremo e probabilmente si scriveranno su questo argomento . . . per ora vi lascio con l'acquolina in bocca !
Abbiamo esitato parecchio a scrivere questo post perchè troppe volte abbiamo pensato di essere giunti alla fine della vicenda AD3 ed invece ne eravamo ancora ben lontani.
Probabilmente non ne eravamo molto lontani : nei capannoni Adiva si stava già assemblando il "trike" e su qualche pista interna lo si stava già provando, solo che il momento economico e le scelte societarie ne allontanavano presentazione e commercializzazione.
Anche adesso la casa non si sbottona, il sito ufficiale tace, ma i rumors sono sempre più assordanti e filtrano le indiscrezioni . . filtrano addirittura i filmati amatoriali ed anche originali (seppur destinati al mercato orientale), inoltre, dopo l'assenza, ecco Adiva comparire nell'elenco degli espositori EICMA 2012 tra poco meno di un mese . . . . vuoi vedere che ci siamo ?
Intanto gustatevi questi filmati, poi . . . ne riparliamo !!!!
prima di tutto, apriamo con qualche spiegazione : questo blog è un progetto indipendente e non affiliato a nessuna casa motociclistica; si interesserà soprattutto di scooter "usati" dove "usati" è inteso come concetto di scooter e da considerarsi quindi, come recita il sottotitolo, alla stregua di un mezzo totalmente sostitutivo dell'auto e perciò usufruibile per tutto l'arco dei 12 mesi.
Qui troveranno spazio e dibattito tutti coloro che, come chi scrive, hanno da tempo abbandonato il calore (o la frescura) dell'abitacolo per affrontare il quotidiano in sella alle due ruote "coperte", con inevitabili svantaggi ma anche con grandi, enormi, incommensurabili, ciclopici vantaggi !