CI RIPROVIAMO !

CI RIPROVIAMO !
Dobbiamo assolutamente discutere e confrontarci sul destino degli scooter coperti !

ed ora l'MP3 !

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Come promesso, apriamo un post se non proprio una sezione interamente dedicata all'MP3 della Piaggio : questo perchè, come giustamente evidenziato dai critici e dai commentatori all'uscita del nuovo e rivoluzionario prodotto della casa di Pontedera, l'MP3 rientra a pieno diritto nella fascia di scooter "tutto l'anno", tanto da essere in concorrenza (anche per il prezzo), con tutti gli scooter coperti che abbiamo trattato sino ad ora.

La sua innovativa e strabiliante caratteristica della doppia ruota anteriore lo pone in un settore del tutto diverso dalla maggioranza dei due ruote, i quali non possono più competere ovviamente in tenuta di strada, frenata e sicurezza attiva e passiva.

Cosicchè, l'ipotesi (anzi, la vera proposta come si vede in un nostro post precedente) di un tetto aggiunto allo scooter, lo vede completamente in competizione con gli altri coperti.

Da punto di vista innovativo, al di là dell'estetica anche se migliorabile comunque già gradevole, la vera rivoluzione del progetto è la sua estrema versatilità in ogni superficie tanto da far pensare al pilota (come succede negli scooter coperti), di entrare nell'abitacolo e non di salire in sella.

Sensazione che viene poi confermata durante la guida del mezzo, dove piegare nelle curve risulta praticamente altrettanto asettico che piegare la testa assecondando il volante in automobile, tanto è perfetto l'assetto delle due ruote anteriori basculanti ed indipendenti.

Del binomio anteriore beneficiano tutte le componenti della guida e non solo la sicurezza passiva (di fatto è quasi impossibile cadere di lato, considerando inoltre che lo scooter dispone da progetto di un blocco della sospensione anteriore azionabile dal manubrio, quindi sta in piedi da solo !!! ), i dislivelli della strada vengono assorbiti con noncuranza in quanto le due ruote anteriori sfruttano le sospensioni indipendenti e quindi mantengono l'assetto sempre orizzontale, inoltre la frenata viene ripartita su tre ruote e non su due, ma soprattutto viene ovviamente equilibrata sulle due ruote anteriori con spazi di arresto di gran lunga minori di ogni altro concorrente.

Si capisce quindi perchè possa considerarsi scooter tutto l'anno, in quanto eventi atmosferici come pioggia, vento ed addirittura ghiaccio (se non neve !), possono venir affrontati in maniera prima impensabile con un normale due ruote.

Per entrare in concorrenza con "i coperti" quindi, mancherebbe solamente l'abitacolo ; per la verità, i tecnici di Pontedera hanno inserito tra gli optional dell'MP3 un parabrezza maggiorato ed allungato all'indietro quasi sino a coprire il casco del pilota, ma ci sembra un tentativo parziale di copertura dalle intemperie, buona invece la soluzione del tetto fisso e non ripiegabile (anche se un po' "leggerino" vedi foto), anche se non avendolo visto negli optional elencati dalla casa, pensiamo trattasi di un esperimento ancora da perfezionare.




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il motore della AD 250

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. . . ed eccoci al motore della AD250.

Come nella serie precedente con la partnership della Benelli, anche questo è "made" in Piaggio : dall'affidabilissimo L.E.A.D.E.R. si è passati al supercollaudato QUASAR che, finalmente, rispetta il rapporto peso/potenza per motorizzare uno scooter di 176 Kg e di 210 cm di lunghezza.

E' un monocilindrico di 244 cc con 22 cv a 8000 giri e con una coppia massima di 20,2 Nm a 6000 giri, superaffidabile e stracollaudato dagli innumerevoli Beverly che motorizza (e chissà quanti altri scooter cinesi o coreani !).

Diciamo subito che, finalmente, la cilindrata e la potenza sono adeguate alla mole del mezzo e lo spunto è sufficiente per trarsi d'impaccio in ogni situazione.

La sensazione "dell'impiccato" che contraddistingueva il precedente Benelli-Adiva è completamente dimenticata : anche in due, si sente la potenza del propulsore e l'erogazione è fluida e senza buchi.

Anche da fermo lo spunto è notevole ed il motore gira sempre liscio anche alla velocità massima (circa 120 km/h considerando sempre l'ostacolo alla velocità rappresentato dalla notevole superficie vetrata); del resto, non è questo lo scooter con il quale cimentarsi in gare di velocità.

Il consumo lo definirei ottimo considerando la scarsa penetrazione aereodinamica : la media di 24/25 Km a litro è ottenibile anche dopo due anni di uso quotidiano e con percorrenze a velocità costante (superstrade o ampie statali), si raggiungono i 28 Km/litro senza problemi.

Ritengo il 250 cc la cilindrata sicuramente ideale per questo tipo di mezzo : non ho preso in considerazione il 125 cc perchè assolutamente sottopotenziato rispetto alla stazza (sicuramente, la motorizzazione minore è stata dettata soltanto dalla necessità di penetrare il mercato estero !).

Ultime considerazioni relative all'affidabilità del motore (dell'affidabilità generale parlerò più diffusamente nel post "conclusioni"!): come dicevo sopra, più di due anni di uso quotidiano non hanno evidenziato la minima sbavatura al motore, oltre ai tagliandi regolari mi "sono permesso" di aggiungere un pò di olio motore solo una volta (ma ho scoperto poi che non era stato stretto a dovere il tappo di ritegno !); per il resto, estate o inverno, un giro di chiave e via !

Al prossimo post per le conclusioni generali . . .

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Alle porte dell' E.I.C.M.A

Mancano pochi giorni a E.I.C.M.A 2008, una manifestazione che, in pochissimi anni, ha saputo ritagliarsi un'ampio consenso ed un notevolissimo interesse da parte dei costruttori e dagli utilizzatori delle due ruote (assolutamente due ruote, visto anche il rinnovato abbinamento con l'Expo Ciclo). 


Gli organizzatori hanno voluto quest'anno partecipare alle iniziative anti crisi stoppando il prezzo del biglietto alla cifra dell'anno scorso : 18 Euro che in assoluto non sono poche, ma vista l'importanza dell'evento e la possibilità, inclusa nel biglietto, di assistere anche alle manifestazioni esterne della 6 giorni di "Motolive", possiamo ritenerlo senz'altro un buon investimento.

Per quanto riguarda il settore scooter "coperti" la parte del leone sarà senz'altro rappresentata dallo stand "Adiva" (vedi il post sotto !) con il nuovo tre ruote coperto, ma ci aspettiamo anche qualcosa da Piaggio con l'MP3 con tetto versione definitiva e poi . . . staremo a vedere !!

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le motoambulanze !

ancora un utilizzo (estremamente utile) per gli scooter coperti : questi raffigurati


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sono in dotazione al soccorso stradale di un paese asiatico, ma anche qui da noi, e soprattutto in alcune province lombarde, sono all'opera queste miniambulanze che non devono impantanarsi nelle code cittadine e sono in grado di raggiungere sempre e comunque l'incidentato in brevissimo tempo per le prime terapie d'emergenza.
A quando una diffusione maggiore di questa intelligente soluzione ?


fonte : www.motoblog.it

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lo scooter . . totale ????

Sapevamo che qualcosa bolliva in pentola ed ecco la novità : sarà il definitivo ko per l'auto, almeno in città ?


SCOOP: nuova gamma ADIVA, anche a 3 ruote!

In Adiva hanno lavorato parecchio dall'anno scorso e ad Eicma 2008 presenteranno una gamma totalmente rinnovata, sia nelle versioni AD che AR e poi arriverà la configurazione definitiva del tre ruote di cui potete vedere la prima immagine in anteprima assoluta!

(clicca sulla foto per ingrandire )

Il modello classico è l'AD, lo scooter 'cabrio', con il tetto velocemente richiudibile nell'ampio baule posteriore, che subisce piccoli ritocchi e passa a tre motorizzazioni differenti 125, 200 e 400cc, tutti Euro 3 naturalmente. La grossa novità è però rappresentata dai prezzi, che nelle versioni di minor cilindrata dovrebbe aggirarsi sui 3900 e 4200 Euro, quindi decisamente interessanti.

Sarà poi finalmente disponibile anche la versione AR, definita 'Roadster',vista ad Eicma 2007 che può essere velocemente trasformata in scooter 'normale' rimuovendo il tetto ed il poggiaschiena posteriore. In pratica, ha due allestimenti 'stagionali', in inverno con tetto e schienale e in estate solo con il parabrezza. Rispetto all'AD poi, manca il baulone posteriore, ma al suo posto viene fornito un comodo trolley opzionale. Anche l'AR sarà disponibile nelle stesse motorizzazioni entro la fine del 2008.
E per chi vuole abbinare alla massima sicurezza 'meteo', anche la massima sicurezza dinamica, Adiva presenta la versione definitiva del 
3 ruoteanticipato ad Eicma 2007. La base è quella dell'AD, ma il musetto si è fatto più slanciato e finalmente verrà svelato il sistema basculante che lega le due ruote anteriori. Purtroppo non abbiamo ancora idea dei prezzi, anche perché la commercializzazione non è prevista prima di maggio 2009. 

Molta carne al fuoco quindi e anche tanta voglia di metterli alla prova prima possibile!


fonte : www.cyberscooter.it



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tettuccio, motoradio e comodità varie !

Proseguiamo l'analisi dell'Adiva AD 250 . . . il cruscotto, nel vecchio modello infossato e semicoperto dal manubrio, troneggia ora proprio al centro del parabrezza, ottimo il design e leggibile la strumentazione (tonda) con una bella sfumatura di blu notturna : tachimetro ed indicatore livello carburante, indicatore temperatura acqua, tutte le spie standard (non dimentichiamo il pulsante dell'hazard al centro del manubrio !) ed il moderno e luminoso display digitale.



Qui viene visualizzata sempre la temperatura esterna (utilissima nella stagione invernale !), l'ora, il contachilometri parziale e totale + spia pressione olio ed avviso del chilometraggio raggiunto per il tagliando. Le regolazioni sono possibili, come abbiamo già detto, con il pulsante "mode" sopra la manopola destra. Subito sotto il cruscotto sulla destra un capiente vano portaoggetti (ideale per portafoglio, cellulare, ecc. che sono al riparo da acqua, vento e . . sguardi superficiali ) e l'alloggiamento con sportellino di chiusura predisposto per  . . . la "motoradio".

Si perchè l'Adiva, giusto per la connotazione automobilistica dell'abitacolo, presenta il comodo alloggiamento per l'autoradio da abbinare ai due altoparlanti (anche questi non di serie, peccato !) che trovano la loro sistemazione già predisposta nel tunnel centrale all'altezza delle ginocchia, protetti da una robustissima grata.

Sembra una vanità inutile ma vi assicuro che, data la silenziosità dell'abitacolo protetto dalle superfici vetrate, nei trasferimenti sulle medie distanze un filo di musica non guasta affatto (guasta invece spararla a tutto volume nelle orecchie dei passanti quando si è fermi ai semafori !!). 

Ancora sotto, proprio a livello degli altoparlanti (e ginocchia), troviamo gli altri due vani portaoggetti del retroscudo, abbastanza capienti, aperti ma dotati di una linguetta di contenimento oggetti ed in quello di sinistra troviamo anche la presa da 12V per ricaricare il cellulare. 

Il blocchetto di accensione comanda anche lo sgancio baule posteriore (che poi si apre a mano) e lo sgancio sottosella. 

Notevole comodità è anche il bocchettone rifornimento carburante posto sulla fiancata posteriore destra con tappo a chiave : non avete idea di quanto sia comodo fare rifornimento senza dover scendere di sella ! Buona anche la posizione degli specchietti retrovisori (eleganti con gli indicatori di direzione integrati) che rimangono sempre sopra l'altezza del finestrino delle auto in coda.

Alle prossime per . . . il motore . . . 

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identikit dello scooterista . . . coperto !

Proviamo ora a tracciare a grandi linee l'identikit dell'acquirente (e pilota) di uno scooter coperto !



Mi baso sulla mia esperienza con questa scelta che mi ha visto dapprima automobilista, poi motociclista e successivamente scooterista (a cielo aperto) per poi votarmi assolutamente al tetto su due ruote.

Innanzitutto partiamo col dire che il soggetto in questione ben difficilmente è un ragazzino: generalmente si arriva alle due ruote con il tetto per necessità e spesso per coprire al meglio la tratta casa-lavoro.

Non è neanche un amante della velocità o delle prestazioni motociclistiche pure (oppure lo è, ma possiede anche un mezzo ulteriore con il quale sfogarle !), ed alle performance velocistiche predilige sicuramente la stabilità, affidabilità e protezione dalle intemperie.

E' anche una persona indipendente, con discreta apertura mentale e con una dose sostanziosa di ironia e dico questo non per autocelebrazione, ma perchè scegliere uno scooter con il tetto significa fare una scelta anticonvenzionale che contrasta con tutte le (ingiustificate) consuetudini soprattutto italiane di non distaccarsi mai dal concetto "ruote, motore e sella" e considerare con sufficienza e disprezzo ogni tentativo o progetto alternativo.

Chiaro che i mezzi in questione possano far inorridire i "puristi" del motociclismo, ma nessuno vuole paragonare questi utili scooter alle splendide due ruote da strada, da enduro, da cross o da pista che vediamo ogni giorno sulle strade !

Di sicuro possiamo dire che il nostro scooterista coperto è un individuo completamente sfinito dall'automobile o dai suoi derivati che, spesso, abbandona definitivamente per dedicarsi allo scooter 12 mesi all'anno.

Per quanto mi riguarda, soprattutto durante una giornata di pioggia, provo grande soddisfazione nel risalire tutte le file di auto in sosta ai semafori con il mio tergicristallo in funzione e con appena qualche goccia sulla giacca a vento; e considerando il caos che si crea nelle città soprattutto quando piove (a proposito : ma perchè bastano quattro gocce d'acqua per rincitrullire l'80% degli autisti cittadini ?) non mi cambierei con un automobilista per tutto l'oro del mondo !

Certo nel mio caso, vivendo nel levante ligure, non ho problemi di neve, ghiaccio o freddo intenso e capisco coloro che in certi periodi sono obbligati a lasciare lo scooter parcheggiato, ma per la maggior parte dell'anno . . . . ! 

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