CI RIPROVIAMO !

CI RIPROVIAMO !
Dobbiamo assolutamente discutere e confrontarci sul destino degli scooter coperti !

per scooteristi convinti . . .

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Represso a fatica il desiderio di uscire per andare a cercare catene per scooter (non sarebbe
neanche tanto il problema di trovarle, quanto quello di riuscire a montarle !), una volta liberata la moto dalla neve e dopo aver provato a fare qualche metro slittando e imbarcandosi,
ci arrendiamo convincendoci a cercare un'auto disponibile.

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Generalmente la si trova anche se non "nostra" (devo ancora vedere uno scooterista "coperto" che si vanta di possedere anche un'auto, praticamente mai usata; casomai è l'auto di "famiglia", della moglie, dei figli, della compagna, ecc.), ce ne appropriamo per cause di forza maggiore (tanto tutte le attività non strettamente necessarie degli altri membri della famiglia sono rallentate o soppresse causa maltempo) e ci avventuriamo in questo "amarcord"
automobilistico.

Se eravamo arrivati ad abiurare l'auto in tempi normali causa code nel traffico, lu
ngaggini, congestionamenti, ecc. figuriamoci ora con strade innevate e ghiacciate, mezzi di soccorso, automobilisti più imbranati del solito, corsie ridotte e chi più ne ha più ne metta . . . percorsi poche metri ci pentiamo
amaramente di esserci inscatolati ma sappiamo di non aver avuto scelta e quindi . . . sopportiamo stoicamente !

Ma sopportiamo solo sino all'arrivo a destinazione quando, i numerosi giri
concentrici tra sensi unici a noi sconosciuti e lunghi serpentoni semifermi culminanti nell'assoluta impossibilità di trovare un parcheggio (vero e autentico dramma che ci preoccupava sin dalla partenza !), ci fanno sbottare in maledizioni assortite ed imprecazioni inedite e coloratissime e con la solenne ripromessa di non usare più l'auto neanche in caso di cataclisma ambientale, confidando che con l'avvento dei tre ruote coperti si possano superare, in sella, anche particolari avversità climatiche come con l'auto (ma senza lo stress al quale non riusciremmo mai più ad abituarci !!!)

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the convergence of the . . .

Ho trovato e vi propongo questo splendido video, (notate l'alta qualità delle immagini !), incentrato sui progetti tesi a creare un prodotto che possa coniugare i vantaggi dell'auto e della moto (the convergence of the . . . ), con menzione dei vari Bmw C1 (compreso anche il modello nuovo a propulsione elettrica), Adiva (con un bellissimo servizio sul salone di Tokio con i modelli innovativi di cui abbiamo già parlato), Mp3 della Piaggio, Peugeot, ecc. e parecchi studi (e prototipi già finiti) a quattro ruote indipendenti, a carreggiata stretta, con pilota e passeggero uno dietro l'altro o affiancati.
E' tutto in Inglese, ma abbastanza comprensibile anche a chi non ne mastica molto . . . comunque . . . guardate !

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Un altro tetto italiano . . . !

Per la prima volta, una casa costruttrice di scooter "normali", allestisce e commercializza un accessorio destinato a trasformare completamente un suo modello in uno scooter coperto :

è la Malaguti che, nelle varianti previste per il suo BLOG 125 o 160, prevede anche la dotazione di un tettuccio con tanto di parabrezza e tergicristallo, pubblicizzando il tutto come nuovo modo di vivere il concetto di seconda "auto".

Ecco la descrizione dal sito della Malaguti :


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Per aumentare il comfort anche in pieno inverno Malaguti oggi propone il nuovo tettuccio sul BLOG 125-160, un nuovo modo di vivere il concetto di seconda “auto”.
Nato da una espressa richiesta del mercato giapponese, il nuovo tettuccio del BLOG ha suscitato subito grande interesse anche nel mercato europeo perché è il modo più pratico ed economico per trasformare lo scooter in un veicolo che offre riparo da maltempo e freddo senza trascurare il comfort e la praticità di montaggio: il parabrezza è fissato su una carena aggiuntiva bloccata allo scudo anteriore con 6 viti.

Il parabrezza è molto avvolgente ed offre una adeguata protezione da aria e pioggia. Tra le sue caratteristiche ci sono l’elevata trasparenza e lo specialetrattamento antigraffio. Può montare come optional un tergicristallo azionato da un interruttore posizionato sulla nuova carena. Il collegamento viene garantito dall’utilizzo di due rubacorrente ed un semplice schema elettrico.
Il tettuccio è in vetroresina ed è sorretto da due tubi in alluminio, corredati da una coppia di paracolpi, fissati ad un supporto metallico ancorato direttamente al maniglione posteriore dello scooter. Questa applicazione permette la montabilità del baule da 30 litri.

Lo scooter si guida sempre con il casco ma con il vantaggio che non si avranno appannamenti di visiera e gocce che impediscono la visuale.


Se pur lontano da un progetto articolato e completamente
dedicato come l'Adiva e il BMW C1 (ora riproposto aggiornato, come vedremo in seguito), questa scelta costituisce un passaggio importante nel panorama della mobilità urbana e, anche se sollecitato principalmente dal mercato orientale, l'innovazione nasce senz'altro per espandersi anche nel settore europeo, rendendo almeno un briciolo di giustizia ha chi ha sempre creduto e lavorato nel campo delle due ruote "tutto l'anno".

Lodevole iniziativa anche se, ovviamente, si tratta di un accessorio robusto e razionale quanto si vuole ma pur sempre un'aggiunta, con i limiti derivanti da questa condizione : parabrezza fissato ad una carena aggiuntiva da fissare ulteriormente alla scocca, tergicristallo aggiunto azionato da impianto elettrico non so quanto affidabile (la batteria e tutto l'impianto elettrico saranno in grado di reggere il sovraccarico di una intera giornata di pioggia ?), impossibilità di aggiungere alcun tipo di deflettore (e i possessori di Adiva sanno bene l'insostituibile utilità dei deflettori, soprattutto quelli laterali), ed alcuni pregi notevoli : parabrezza a prova di graffio, ancoraggio robusto posteriore con possibilità di coprire anche il passeggero, estetica tutto sommato gradevole.

In conclusione, registriamo la buona novella come auspicio per una consapevolezza dei costruttori verso il segmento dei "coperti" sino ad oggi praticamente ignorato, sperando che anche gli scooteristi scoprano questo settore "antiauto" che alleggerirebbe moltissimo il traffico e l' inquinamento delle nostre città !

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saloni . . . .

Nonostante l'assenza di Adiva all' E.I.C.M.A. di Milano (scelta condivisa da altri costruttori del calibro di Honda e Yamaha), la casa di Benevento (soprattutto la filiale orientale), ha deciso di essere presente al TOKIO MOTOR SHOW 2009 (dal 24/10 al 04/11/09, date quasi concomitanti con l'EICMA), presentando la gamma di prodotti che ben conosciamo con

l'aggiunta di due progetti assolutamente innovativi.

La circostanza che, nonostante la crisi, Adiva abbia voluto presenziare al salone di Tokio piuttosto che all'Eicma (comunque sempre in compagnia di Honda e Yamaha che hanno scelto anch'esse la vetrina orientale al posto di quella europea), la dice lunga circa la consist
enza del mercato asiatico e la conseguente percentuale di penetrazione degli scooter coperti nel settore orientale piuttosto che nel nostro paese (e nell'Europa in generale), come già trattato in un nostro post precedente qui.

Innanzitutto una notizia : i due progetti innovativi di cui parliamo non comprendono il tre ruote che tutti aspettiamo con curiosità, segno che, nonostante il prodotto sia probabilmente finito e pronto ad essere lanciato sul mercato (come confermato anche da molte voci sul nostro forum !), la casa vuole davvero attendere una consolidata ripresa commerciale prima di lanciare un modello che dovrebbe avviarsi ad essere la punta di diamante della produzione.

Non comprendono il tre ruote quindi, ma si tratta sempre di due modelli del tutto particolari.
Il primo è uno scooter cittadino ruote alte a propulsione integralmente elettrica
(assomiglia al "free" della Piaggio) con batteria estraibile da sotto la sella e ricaricabile alla normale rete elettrica.
Pedana piatta, bauletto integrato di serie, freni a tamburo e pedali !!

Raggiunge e mantiene i 40 kmh e per prestazioni, costi di manutenzione e di acquisto lo si è voluto equiparare ad un normale scooter 50cc con motore a scoppio, con la notevole e rilevante differenza del totale rispetto per l'ambiente con emissioni zero sia acustiche che di scarico.




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Mentre il secondo progetto è un tre ruote . . . un po' particolare, assolutamente in linea con le tendenze del mercato orientale nei motocicli da trasporto di persone o cose che derivino più o meno direttamente dai risciò o dai tricicli cinesi :

conserva le caratteristiche estetiche Adiva (manubrio, sella, forcelle, parabrezza con tergicristallo, tetto fisso questa volta), ma diventa monoposto allargando il retrotreno con la doppia ruota atta al trasporto soprattutto di carichi pesanti (vedi foto piccola in basso a destra) o della seconda (ed eventualmente terza persona).

Non conosciamo la motorizzazione, ma dovrebbe essere dotato anche questo di propulsione elettrica con batterie al litio.
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In conclusione possiamo notare un fermento produttivo che, se dalle nostre parti non si estrinseca con le attese novità, dimostra comunque che, se la domanda è consistente, Adiva risponde con prodotti di avanguardia e perfettamente indicati al mercato che andranno a soddisfare.

Per quanto ci riguarda, non resta che aspettare la commercializzazione dell'agognato tre ruote, sperando che l'interesse crescente verso tale progetto e per gli scooter coperti in generale, (almeno a giudicare dai post del nostro forum), possa invogliare la casa ad accelerarne l'uscita !



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Spionaggio industriale . . . ?

No, non è spionaggio industriale in quanto il prodotto di cui andiamo a parlare è stato presentato in anteprima dalla stessa casa costruttrice all'edizione 2008 dell'E.I.C.M.A, anche se i due filmati amatoriali apparsi su youtube e poi prontamente ripresi dal sito specializzato cyberscooter.it a seguito della segnalazione di un navigatore, sembrano davvero immagini rubate di un prototipo in via di definizione.



Si tratta del Tricke Adiva, il nuovo tre ruote della casa di Benevento che promette di ritagliarsi una buona fetta della torta ora esclusivo appannaggio dell'MP3 Piaggio unendo la sicurezza e la stabilità delle tre ruote alla protettività e comfort ormai tipici della produzione Adiva.

Nei filmati si vede un collaudatore improvvisato (molto improvvisato), che prova il mezzo (con l'avantreno a due ruote accoppiate ma privo del musetto di fabbrica che abbiamo visto alla presentazione) in un breve ma tortuoso percorso situato all'interno di un'area industriale.

A parte la qualità delle immagini, l'impressione è che si tratti di un 200 cc (ricordiamo che probabilmente sarà la motorizzazione di punta della casa, orientata a rinunciare al 400 cc per pesantezza e difficoltà di commercializzazione legate al prezzo) che mostra un'ottima agilità negli slalom improvvisati e, sembra, una buona facilità di manovra.



Ricordiamo che la soluzione Adiva per il tre ruote utilizza un progetto innovativo del tutto differente dal quadrilatero snodabile brevettato da Piaggio, che consente di piegare sicuramente meno (anche se sufficientemente per l'agilità cittadina), ma che presenta il grande merito di non affondare l'avantreno in frenata, a tutto vantaggio della stabilità di guida e della sicurezza di marcia.

La commercializzazione è slittata e pensiamo non avverrà prima della metà se non la fine del 2010, sicuramente per entrare in un mercato sperabilmente ormai fuori dalla crisi economica che ha rallentato le vendite di questi mesi.

Concludiamo riponendo grandi speranze in questo mezzo che, soprattutto se proposto ad un prezzo relativamente contenuto (e la motorizzazione 200 dovrebbe consentirlo), potrebbe veramente risolvere molti dei problemi di mobilità urbana ed extraurbana su medio raggio, garantendo sicurezza e protettività con ogni tempo e su ogni terreno e demolendo ogni reticenza da parte di chi riteneva l'automobile l'unico e solo veicolo in grado di offrire le stesse caratteristiche.

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Bolle la pentola dell’alternativa all’auto . . .

Quasi ogni giorno, spuntano come funghi idee e prototipi più o meno probabili destinati, nelle intenzioni dei progettisti, a soppiantare l’auto almeno nei centri urbani.




Lodevole è l’intento ed apprezzabile qualunque tentativo che dimostra, comunque, quanto sia ormai spasmodica la corsa a liberarci dalla schiavitù cittadina delle quattro ruote.



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Sembra oramai che il progetto tre ruote possa costituire la base per ogni realizzazione d’avanguardia, vuoi per la strada aperta dalla Piaggio con l’MP3 che ha convinto i costruttori della bontà dell’idea, vuoi per le caratteristiche del telaio del tre ruote che si prestano, molto più che le due ruote, ad ospitare una culla coperta oppure un abitacolo che possa almeno parzialmente sostituire quello dell’automobile.



Tra le novità che sembrano avere una certa rilevanza costruttiva e progettuale, segnaliamo il TTW One , nome provvisorio per questo progetto che vede i natali all’interno del Politecnico di Torino e si propone, nelle intenzioni del suo inventore Stefano Carabelli, come l’apripista di una nuova serie di veicoli identificati come PCV (Personal Commuting Vehicle) destinati ad imprimere una decisa svolta al concetto di mobilità urbana.



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Si tratta di un prototipo largo un metro e lungo poco di più, con l’abitabilità per pilota e passeggero e che tenta di coniugare agilità e manovrabilità tipica delle due ruote con il confort di un abitacolo automobilistico, (praticamente il sogno utopistico di ognuno di noi !) .



Quindi tre ruote con possibilità di piega (tipo MP3), due posti, cellula abitacolo chiusa ed un propulsore ibrido che può spingere anche a velocità ragguardevoli.



Ottimo il discorso sicurezza passiva, con la cellula chiusa a prova di urto e di ribaltamento per proteggere gli occupanti (tipo BMW C1), mentre per quanto riguarda quella attiva, trazione integrale e possibilità di piega a 45 gradi uniti ad impianto frenante di tutto rispetto ne fanno un veicolo tra i più sicuri.


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Data la protettività, si guida con la sola patente B e senza l’uso del casco (ma con le cinture, ancora come il BMW C1).



Nonostante la trazione ibrida che riduce consumi ed emissioni, mantiene comunque un’accelerazione da fermo superiore a quella di un maxiscooter e una velocità di punta limitata elettronicamente a ben 180 km/h.



TTW One è dotato di una trazione elettrica ibrida di tipo parallelo: il motore a benzina muove il retrotreno mentre due motori elettrici sono direttamente inseriti nelle ruote anteriori.



Il motore a scoppio vanta una cilindrata di 850 cc. e, se abbinato ai due motori elettrici, consente di percorrere 100 chilometri con poco più di due litri di carburante oppure di coprire una distanza di 25 chilometri - la percorrenza media casa-lavoro - a zero emissioni, sfruttando la sola propulsione elettrica.

Conclusioni


Indubbiamente più “stiloso” ed accattivante rispetto ad altre realizzazioni (il made in Italy si vede, eccome !), risulta essere sicuramente un progetto da tenere sott’occhio, anche se mi sembra giusto sollevare alcune riserve in merito all’ingombro che, per poter sedere i due occupanti uno accanto all’altro, deve essere forzatamente ben più marcato che nel più largo degli scooter (il costruttore dichiara un metro !), limitando notevolmente agilità e maneggevolezza nelle code ed ai semafori.



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Posso avere un mezzo protettivo quanto si vuole, ma se devo accodarmi alle auto ai semafori perchè non riesco ad intrufolarmi tra le file, o se non riesco a sorpassare la colonna mantenendomi entro la linea di mezzeria, allora mi compro una Smart e mi godo i vantaggi di un vero abitacolo !



Altra obiezione che mi permetto di sollevare riguarda il prezzo (al momento sconosciuto), con il quale verrà commercializzato.



Date le soluzioni tecnologiche, (penso solamente ai tre motori di cui due elettrici), sicuramente raggiungerà un prezzo di vendita molto più vicino a quello di un’automobile piuttosto che a quello di uno scooter, ed a questo punto il dilemma si ripropone : allora mi compro un’auto e posso spingermi anche fuori città !



Detto questo, plaudiamo comunque ancora all’iniziativa (e all’inventiva !) ed aspettiamo ulteriori sviluppi . . . e voi ? che ne pensate al riguardo ?



foto : da cyberscooter.it

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Ma d'estate, il tetto dello scooter . . . lo smonto ?

Modular protection system : così hanno chiamato in Adiva la possibilità di configurare lo scooter secondo le esigenze del pilota ma soprattutto in funzione del variare delle condizioni atmosferiche.

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A differenza del precedente Adiva (by Benelli) dove il tetto lo si poteva solamente ripiegare all’interno del baule posteriore, nello scooter attuale i progettisti hanno optato per lasciare al pilota la possibilità di richiuderlo ovviamente nel baule, ma anche di rimuoverlo completamente con il semplice smontaggio di 2 bulloni e di riporlo in attesa della futura “stagione delle piogge”.



Questa soluzione, indubbiamente intelligente e “democratica”, ha creato ovviamente due scuole di pensiero ben distinte : gli “smontatori” estivi del tetto ed i “coperti” tutto l’anno (non ho considerato i “ripiegatori” occasionali in quanto non appartenenti a nessuna di queste due categorie “forti”).



Io mi trovo senz’altro nella categoria dei “coperti” tutto l’anno e vado a spiegare il perchè di questa scelta di vita.



Innanzitutto la capacità di carico del baule (che si mantiene valigie però anche smontandolo completamente, direte voi !) : avendo da tempo eletto lo scooter ad unico mezzo di locomozione, l’enorme spazio sul retro mi serve quotidianamente come il pane.



Provenendo come ho detto dal vecchio Adiva, dove l’unica alternativa era appunto quella di ripiegarlo, ho escogitato tutte le soluzioni possibili per ricavare spazio anche con l’ingombro del tetto chiuso (borse conformate per infilarsi tra una piega e l’altra delle plastiche, scollaggio di parte della moquettatura del baule per sfruttare anche gli spazi interstiziali), ma niente è paragonabile alla capienza del vano completamente sgombro.

solleone


Poi c’è il riparo dal sole : io percorro almeno 50 Km al giorno e farseli con il sole a picco non è uno scherzo, il tetto alzato mi garantisce ombra come un abitacolo di automobile e mi permette di non bollire come un’aragosta quando sono fermo ai semafori.



Riparo smog o polveri in genere
: girate un mese d’estate senza tetto e poi un mese con il tetto e comparate lo stato del parabrezza interno . . . quante polveri in più avete mangiato nel primo caso ?



Protezione da . . . escrementi o altri “bombardamenti” piccione volanti e protezione dal sole cocente della sella, del cruscotto e delle plastiche in genere : d’accordo che lo scooter è concepito per vivere all’aperto e con ogni condizione meteo (o quasi !), ma scommettiamo che questi componenti avranno vita più lunga con il tetto sempre aperto ?

pioggia


Protezione da piogge improvvise : lo so . . siete abituati bene . . d’inverno con il tetto, il Termoscud e una giacca antiacqua chi vi ferma più ? Ma ora siamo d’estate, piove a dirotto causa improvviso acquazzone, il tetto lo avete tolto, il Termoscud lo avete smontato e messo via (oppure lo avete arrotolato e legato allo scudo ed in questo caso, vi voglio vedere srotolarlo tutto sporco ed infilare le gambe sotto il pelo con 35 gradi di temperatura esterna !), infilate di corsa il k-way ma le gambe ? E i vostri mocassini di camoscio ? Chi li proteggerà dall’acqua ?



Per quanto riguarda la ventilazione non c’è problema, non cambia assolutamente nulla in tema di frescura tra tetto aperto o tetto chiuso : l’aria la si prende lo stesso e quella che toglie il parabrezza la toglie sia a tetto chiuso che aperto quindi . . per quanto mi riguarda, il dilemma non si pone e vado a tetto aperto tutto l’anno e voi . . . cosa ne pensate ? Aspetto i vostri commenti . . .

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Pulizie di . . . primavera inoltrata !

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Dopo un inverno piovoso, freddo e nevoso, la bella stagione invita a prenderci cura estetica del nostro scooter.


Se anche voi non siete maniaci del pulito e non spolverate lo scooter dopo ogni percorso anche di poche centinaia di metri (credetemi, c'è chi lo fa !), è inevitabile che arriviate a questo punto della stagione con il mezzo bisognoso di una bella rinfrescata : durante l'inverno, vuoi per la frequente probabilità di pioggia o neve, vuoi per il clima che non induce certo a trascorrere molto tempo all'aperto a trafficare con l'acqua,
generalmente ci si limita a togliere gli eventuali escrementi dei piccioni (dannosissimi per
qualunque carrozzeria se non rimossi entro breve tempo !) ed a pulire le parti dello scooter che vengono a contatto con il pilota (sella, manubrio, pedane e poco altro), a meno ovviamente di percorsi particolarmente accidentati che riducano la moto come un fuoristrada dopo la Parigi-Dakar !

Complice il primo pomeriggio libero e di sole, ecco quindi la voglia di veder scintillare le plastiche !

Il consiglio ultraeconomico prevede una puntatina ad un lavaggio auto, (meglio se ecologico), una spingardata a bagnare bene, un giro di spugna ben insaponata con un normale detergente per piatti e poi una bella spingardata di
risciacquo ad alta pressione a tutto lo scooter, tetto e motore compreso (non abbiate paura a spingardare per bene il motore, non succederà nulla !).

Avrete preventivamente smontato il Termoscud, (sono 4 viti e 2 tiranti di stoffa), ed avete così libero accesso a tunnel e pedane.

Per quanto riguarda la pulizia del Termoscud, allargatelo in terra ed utilizzate lo spazzolone
con il sapone del lavaggio (non sulla parte pelosa, ovviamente), poi una bella spingardata anche a lui e subito steso ad asciugare.

La nota dolente sono (come sempre) i cerchioni . . . il rimedio economico dice : c
omune sgrassatore domestico per pentole o acciai (al sapone di Marsiglia . . . così facciamo pubblicità !) lasciato agire per parecchi minuti e poi vai di acqua e sapone.

Il problema nel pulire i cerchioni è dato dalla posizione che, a lungo andare, induce un sicuro mal di schiena, per cui, se non avete un garage attrezzato o altro, forse la soluzione del lavaggio è quella giusta : in molti ho visto dei piccoli rialzi adatti appunto a questo scopo.

Una volta che il vostro scooter è asciutto, ecco il segreto gelosamente custodito
che vi comunico in via eccezionale : munitevi di panni di lana morbidi (generalmente indumenti vecchi) ed una bomboletta di . . . . lucidante per mobili !

Si, proprio quelli che conoscete e trovate a 2 Euro nei supermercati (Pronto, Fabello, ecc, tanto per non fare nomi).

Spruzzate dappertutto senza riguardo : plastiche, selleria, guarnizioni, specchi, parabrezza, ecc. e poi via con l'insostituibile "olio di gomito" . . . alla fine non avrete mai visto la vostra moto così brillante !

Da notare che il lucidante per mobili, oltre a pulire perfettamente e lucidare, lascia anche una patina protettiva ed impermeabile dappertutto (ideale quindi per le guarnizioni e per specchi, fari e parabrezza) oltre a lasciare il vostro mezzo . . . profumato come un fiorellino !

Per non stonare con il mezzo ricordatevi di dare una energica passata anche all'esterno dei caschi (e deodoratevi anche voi dopo tutta questa fatica !), così sembrerete usciti da una di quelle pubblicità con il prato fiorito !

A parte gli scherzi, il lucidante per mobili è davvero un prodotto magico per lo scooter che, sommato al detergente casalingo ed al costo esiguo di 2 cicli all'autolavaggio, vi permette di ottenere un mezzo pulito e splendete con una spesa di pochi euro !

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sfogliando le riviste . . .

Da parecchio tempo ho preso di mira le riviste motociclistiche, (complice un amico edicolante), che sfoglio e consulto settimanalmente per suffragare una certa idea che mi sono fatto e che, ormai, posso considerare una mezza certezza : la completa indifferenza della stampa specializzata verso il mondo degli scooter coperti o protettivi in genere !
edicola


Noi che li possediamo, li usiamo, li godiamo e non ne possiamo più fare a meno, non ci sappiamo spiegare come mai questo fenomeno di totale rifiuto, quasi fosse una categoria non appartenente al mondo delle due ruote.


Va bene che sono mezzi di nicchia, che non piacciono ai giovani perchè non hanno la linea filante (opinabile !) e perchè non piacciono ai loro amici;  non piacciono ai puristi perchè li ritengono dei mutanti tra moto e auto (abbiamo già detto che nessuno li vuole paragonare alle moto da strada !); non piacciono al mondo femminile perchè li ritengono (a torto !) troppo pesanti e poco maneggevoli . . . ma da qui ad ignorarne completamente riviste motol’esistenza ce ne corre !


Ed invece nelle riviste del settore non vi è traccia di scooter coperti (o meglio, esiste a volte il listino, la pubblicità della casa, ma non parliamo di prove su strada oppure articoli dedicati all’argomento !).


Per la verità, la rivista “in sella” (una delle più commerciali e generaliste), oltre alla pubblicità ha ospitato anche una piccola prova su strada dell’ AD200, goccia nel mare delle pubblicazioni dedicate alle due ruote che, quasi ogni settimana, annoverano un titolo nuovo o  una nuova testata, (ma come fanno a vendere tutte ?).


Invece di dare il giusto risalto a questa ottima alternativa all’auto, invece di incentivarne la diffusione (almeno al pari delle altre marche) come idea vincente della mobilità urbana, della rapidità di movimento e della salvaguardia dell’ambiente, la categoria viene relegata a qualche rara comparsata, come se i prodotti di questa specie fossero un prototipo bizzarro parto di un costruttore eccentrico . . . sarà politica ? saranno le pressioni delle grandi case motociclistiche ?


punto interrogativo Per il momento accontentiamoci della pubblicità che facciamo con il passaparola e rassegniamoci alla solita domanda dei passanti : “ma che razza di scooter è ?”


Voi cosa ne pensate . . . . ?

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Problemi forum !



Il nostro forum ci deve aver  . . . sentito !


Non abbiamo neanche finito di annunciare il raggiungimento dei 100 messaggi che è . . collassato !

Chiediamo scusa a tutti i visitatori e stiamo lavorando per trasferire tutto su una nuova piattaforma anche se questo causerà, inevitabilmente, la perdita dei messaggi e delle discussioni.

Speriamo vogliate ritornare a messaggiare e discutere come e più di prima.

Per il momento, postate commenti agli articoli, verrano pubblicati tutti !

A presto . . .


P.S. : siamo ritornati al vecchio forum che sembra aver rispristinato la sua funzionalità, però parte dei messaggi sono andati persi . . . siamo davvero spiacenti !

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Invito al forum . . .

scooter usati,scooter coperti,scooter cabrio,forum scooter,forum scooter coperti,forum scooter cabrioPiù che un post, un invito a visitare e arricchire il nostro forum che ha toccato e superato i 100 messaggi.


Molti gli amici scooteristi "coperti" che hanno partecipato e molti anche coloro che si avvicinano al mondo di questi scooter che hanno cambiato e cambieranno (speriamo !) la mobilità urbana e a medio raggio.

Interessante anche la sezione "spunti ed idee" rivolta ai progettisti Adiva con i contributi degli utenti per migliorare i prodotti o i suggerimenti per le nuove versioni.


Da un primo veloce esame delle discussioni si può rilevare una diffusissima disinformazione circa le caratteristiche e le proprietà degli scooter coperti, parallelamente però ad un crescente interesse verso questo settore che comincia a coinvolgere anche il mondo femminile e qualche scooterista "giovane", questi ultimi generalmente orientati verso altri tipi di scooter diciamo meno "seriosi".

Da rilevare anche il livello medio di soddisfazione dei piloti degli stessi che risulta senz'altro più che buono, a ribadire l'affidabilità e le caratteristiche di protezione del mezzo.

Dai messaggi, traspare la sensazione che i possessori dei "coperti" si sentano parte di una categoria particolare, soprattutto fieri della loro scelta anticonvenzionale e determinati a difenderla strenuamente viste le oggettive qualità degli scooter rispetto ai concorrenti tradizionali.

Ricordiamo che il forum è aperto a tutti e NON necessità iscrizione : è sufficiente visitarlo e lasciare il proprio parere o domanda : in quest'ultimo caso la risposta non tarderà ad arrivare . . . vi aspettiamo !

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scegliamo il casco . . .

Negli scooter coperti, come in tutte le altre moto, il casco è l'accessorio fondamentale e l'unico da indossare obbligatoriamente non appena si sale sopra un due ruote.


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L'unica eccezione a questa ferrea legge è concessa ai possessori di BMW C1, il cui abitacolo costruito a cellula rigida e collaudato come tale, costituisce un riparo avvolgente contro gli urti e quindi esonera il conducente dall'obbligo del casco, (ma sono obbligatorie le cinture di sicurezza, come nelle auto), per tenere il pilota saldamente ancorato all'interno dell'abitacolo e prevenirlo così dagli urti.

Nutriamo forti dubbi circa la comodità di andare in moto (anche con il C1) senza casco 
ed infatti, a meno di percorsi esclusivamente brevi e cittadini, nei lunghi tratti (autostradale e non), spesso anche i piloti dei BMW C1 si dotano di casco per aumentare il comfort di marcia, la silenziosità e proteggersi meglio da freddo e intemperie.

Nell'Adiva invece, data la retrattibilità del tetto e comunque la leggera consistenza dello stesso, il casco è ovviamente obbligatorio ma . . . quale scegliere ?

A prescindere dalla qualità e dal materiale di costruzione che vedremo poi, la differenza sostanziale è tra integrale e jet : con uno scooter altamente protettivo come i coperti, dotati di parabrezza rigidi e alti, l'integrale non necessita assolutamente.

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Essenziale nelle moto aperte, dove l'impatto con l'aria è totale e violento, negli 
scooter coperti l'integrale risulta senz'altro superfluo, scalda maggiormente d'estate ed occupa più posto nel riporlo.

Il casco jet è sicuramente l'ideale, si può indossare anche
 con la visiera alzata, (la protezione del parabrezza è più che sufficiente), e si indossa e si ripone in un attimo (senza contare che, almeno sull'Adiva, l'alloggiamento del casco "di cortesia" sotto la sella contiene al massimo un jet e neanche tanto grosso, certo non un integrale !).

Per quanto riguarda i materiali, la maggior parte dei caschi sono in fibra (composita o di vetro) oppure in policarbonato.

I caschi più economici scelgono generalmente come materiale costruttivo il policarbonato in quanto, in caso di urto, la struttura tende a creparsi ma a resistere nel suo insieme (trasferendo così però vibrazioni e sobbalzi alla testa), mentre i caschi in fibra hanno la prerogativa di assorbire l'urto distribuendolo sull'intera superficie danneggiandosi, ma evitando rimbalzi e sobbalzi a testa e collo e risultano quindi più confortevoli in caso di urto: bisogna comunque dire che è preferibile un buon casco in policarbonato piuttosto che uno in fibra di media qualità, senza contare che il casco in fibra può danneggiarsi irreparabilmente anche semplicemente cadendo dalla sella della moto !! 

Oggigiorno sono molto di moda i caschi in fibra di carbonio : sono bellissimi a vedersi ed hanno dalla loro leggerezza e robustezza ma, per contro e nonostante quello che si dica, non sono assolutamente più robusti degli esemplari in fibra o policarbonato e costano però cinque volte tanto.

Sarebbe sempre bene comunque, affidarsi a marche che hanno superato la certificazione SNELL americana oltre che l'omologazione ANSI europea : quella americana è garanzia di severità e di requisiti di sicurezza molto elevati.

In conclusione, a meno che non siate irresistibilmente attirati dai miracoli che l'areografo può creare sul vostro nuovo casco in carbonio, acquistate un buon casco in fibra od uno ottimo in policarbonato, controllate che calzi perfettamente e che l'imbottitura vi avvolga completamente testa ed orecchie ed anzi, per le prime volte che lo indossate, è bene che vi stringa leggermente considerando che un poco cederà con il tempo come è nella normalità delle cose.

Se poi avete i capelli lunghi e non volete che vi rimangano dritti sulla testa come spaghetti appena ve lo levate, ad un prezzo irrisorio la Tucano metteva in vendita (almeno sino a poco tempo fa !) una retina in vimini (si, vimini, tipo sedie del salotto della nonna !) a forma di croce da inserire nell'imbottitura del casco a contatto con i capelli per creare uno spessore con confortevole circolazione d'aria evitando l'effetto "istrice".

Come ultima raccomandazione che mi sento di dare : a parte per il casco "di riserva" che puo' risultare superflua, per il vostro casco di tutti i giorni esigete senz'altro l'imbottitura sfoderabile e labavile (anche se che ormai è diffusissima !) e lavatela ad intervalli regolari . . . ogni volta che calzerete il casco odoroso di detersivo profumato si rinnoverà la voglia di andare in moto !

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In Oriente . . . si coprono di più !

 

Abbiamo già trattato circa la difficoltà di penetrazione dello scooter coperto nel mercato italiano data la mentalità tutta nostra di ostacolo verso le soluzioni anticonvenzionali se pur intelligenti, ma, fortunatamente, non è dappertutto così : basti pensare che il Giappone giappone,scooter coperti,scooter tutto l'anno,scooter usati,scooterusati,tetto scooter,pioggia scooter,tettuccio scooter,bagnarsi in scooter,proteggersi dalla pioggia in scooter,adiva italia sfiora il 50% della quota di mercato, mentre l'Europa di spartisce il rimanente con l'Italia che si attesta sul 10/12%.



A testimonianza della propensione degli Asiatici per i "coperti", Adiva ha aperto un secondo stabilimento industriale a Taiwan (oltre alla casa madre situata a Benevento), proprio per servire e sviluppare ulteriormente il mercato Orientale che ha mostrato di gradire questa soluzione di mobilità ormai praticamente indispensabile nei grandi centri (pensiamo al superaffollamento delle città nipponiche con conseguente congestione perenne del traffico).


stemma adiva Come ho già avuto modo di ribadire nel forum, a parte l' ironia, non credo che la maggior diffusione degli scooter coperti in questi paesi sia conseguenza di un senso civico più spiccato, ma semplicemente il frutto di una ricerca di comodità e di comfort che prescinde dalle mode o dall' immagine a tutti i costi e che vuole dal mezzo meccanico la vera fatica quotidiana e non l' ostentazione dello styling o l' aderenza alle convenzioni.

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in tanti consigliano lo scooter al posto dell'auto . . .

Forse anche i redattori di "in sella" hanno letto i nostri ultimi post : esce infatti sull'ultimo numero della rivista l'articolo "ti muovi e risparmi", dove nel sottotitolo si esorta chiaramente a comprare uno scooterone, (più protettivo possibile !), invece di cambiare auto !


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L'auto in città viene chiaramente definita "un lusso inutile" e per evitare code, ingorghi, smog e nevrosi si consiglia l'acquisto degli scooter che, con il bonus rottamazione di 500 Euro appena approvato, vengono a costare meno della metà di un'auto anche se scontata anch'essa.

La cilindrata consigliata è quella logica : 200/300cc, logica in quanto permette di avere uno spunto più che sufficiente per districarsi nel traffico ed una discreta riserva di potenza per tangenziali o viaggi e gite più lunghe . . . che sia davvero giunto il momento di una scelta ecologica, economica, comoda e moderna (in una parola : intelligente ?)

Staremo a vedere.

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vale la pena . . . ?

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Navigando nella rete, leggendo riviste specialistiche ed osservando i commenti nei forum, una delle domande, (o meglio dei dubbi), che appaiono manifestati più frequentemente da coloro che si avvicinano al mondo degli scooter coperti è : vale la pena di acquistare un "coperto", spendendo anche di più, rispetto ad uno scooter tradizionale ?


Vorrei analizzare il problema partendo da alcune considerazioni generali che investono la
 tipologia ed il carattere di chi poi lo dovrà guidare e che ne
 definiscono l'attitudine o meno a questa scelta.

Lasciando momentaneamente da parte il prezzo di acquisto (che spesso, anche in questi momenti di crisi economica, non determina la scelta trattandosi di un prodotto così importante !), bisognerebbe partire a considerare l'uso che si andrà a fare del mezzo, ma soprattutto bisogna porsi una domanda : potrà questo mezzo sostituire l'auto in tutto e per tutto ?

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La risposta (ve la anticipo) è si, senz'altro, sicuramente, ed a questo punto bisogna riconsiderare la spesa in termini di risparmio rispetto all'acquisto dell'auto, non di sovrapprezzo sull'acquisto di uno scooter.

Le riserve riguardano solamente la presenza di problemi fisici, il trasporto di oggetti più o meno ingombranti, il trasporto di più di 2 persone (e solamente adulti) e l'eventuale viaggio/vacanza di 2 o più persone per numerosi chilometri.

Domanda : posso ovviare a queste riserve usando l'auto di un parente, della moglie, di un amico, oppure noleggiandone una ? Se la risposta è si, siete (quasi) pronti ad acquistare uno scooter coperto ! (certo se siete agenti di commercio e viaggiate per l'Italia con il campionario al seguito le cose si complicano !).

Se siete invece un adulto in discreta salute, vivete in un centro urbano o in periferia anche estrema, avete un impiego nel circondario o perlomeno non dovete macinare chilometri su chilometri giornalieri, ed avete in famiglia un qualunque parente (con il quale non avete litigato !), che vi può prestare un'auto almeno 3 volte all'anno, rientrate nella categoria dei possibili acquirenti.

Lo scooter coperto ci agevola tutti gli spostamenti della giornata in qualunque stagione ; per i periodi in cui eventuale neve o ghiaccio ci ostacolerebbero la circolazione, anche l'auto sarebbe meglio lasciarla a riposo (ho qualche riserva per gli scooter a tre ruote e coperti, come l'Adiva che uscirà a fine anno : probabilmente se la caverebbero meglio di un auto su molti percorsi innevati o ghiacciati e  . . .  senza le catene !).

Non ditemi che il freddo è un problema perchè con gli indumenti e gli accessori motociclistici odierni non è possibile soffrirne (tenuto anche conto che, con lo scooter, non dovete certo preoccuparvi del freddo che solitamente ci assale in auto nei lunghi momenti di coda, considerando anche i ridotti tempi di viaggio !).

Riassumendo, come ho già avuto modo di dire parecchie volte e che ripeto ancora : se volete uno scooter come mezzo esclusivamente estivo, da gita fuori porta con il sole, ma siete tenaci automobilisti e mai e poi mai pensereste di salire in sella in una giornata metereologicamente meno che perfetta ; se durante le code o gli ingorghi automobilistici rimanete perfettamente calmi ed approfittate del tempo perso per ascoltarvi l'ultimo cd del vostro cantante ; se non avete problemi di tempo e di orari e potete permettervi di girare in macchina tutto il tempo necessario a trovare un parcheggio libero ; se amate frequentare gli autolavaggi nel fine settimana per poi scorrazzare la domenica con il vostro gioiello a quattro ruote tirato a lucido ; se ve ne fregate del consumo di carburante e dell'inquinamento atmosferico pensando che tanto non lo potrete risolvere da soli ; se vi vergognereste a farvi vedere in sella ad un due ruote che (avete pensato almeno una volta) "assomiglia ad una cabina telefonica con ruote" . . . . . . . se condividete tutti questi "se" ebbene allora no, non vale la pena di acquistare uno scooter coperto !


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al postino non far sapere . . . .

 . . . che esistono gli scooter coperti !!!!


E' una delle terribili e grigie giornate di pioggia continua che caratterizzano questo infausto inverno, parcheggio il mio Adiva vicino ad un ufficio postale e vicino a me si infila un Liberty Piaggio delle Poste Italiane, carico e sporco sino all'inverosimile.


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Sfilo le gambe dal Termoscud e scendo dal riparo del mio tettuccio con l'ombrellino già aperto (quando piove lo tengo sul cruscotto !) ed incrocio lo sguardo perplesso del postino completamente zuppo di pioggia, grondante dal casco e dalla gialla giacca cerata : osservo la sporta anteriore semiaperta dove la pioggia sta distruggendo le buste ed i plichi e lo guardo mentre estrae veloce la corrispondenza dal baule posteriore bagnandosi e bagnandola a più non posso; incrociamo un ultimo sguardo mentre mi allontano e leggo nei suoi occhi una domanda inespressa . . . . : ma perchè non ci dotano di scooter con il tetto ?

Me lo sono sempre chiesto anch'io (e forse anche voi !) : perchè i postini, obbligati ad usare ovviamente lo scooter per muoversi all'interno delle città (altrimenti consegnerebbero oggi la corrispondenza del 1985), sono costretti ad usare scooter scoperti ed inzupparsi come spugne ?

Ipotizziamo che le Poste Italiane abbiano scelto i loro mezzi in base ad un mero criterio
 economico (quelli che costavano di meno !!), oppure per una convenzione stipulata con una ditta italiana (ma anche Adiva lo è !), trascurando (volutamente ?) la possibilità di coprire la testa ai propri dipendenti, anche se siamo certi che Adiva avrebbe volentieri discusso una eventuale fornitura così cospicua e anche vantaggiosa nell'ottica del ritorno di immagine.

Non sappiamo e quindi non ci sbilanciamo oltre . . . rimane il fatto che i postini . . . ci guardano con odio !


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Prezzi e considerazioni . . .

Vogliamo soffermarci ora su di un aspetto che sembra stare molto a cuore ai lettori del blog e che si aggiudica uno dei primi posti nell’elenco, (piuttosto scarno, per la verità), delle critiche ai prodotti Adiva : il prezzo degli scooter !soldi,adiva,scooter coperto,scooter cabrio,tetto,scooter

Abbiamo stilato un elenco di alcuni concorrenti 250cc della serie Ad                                                                                                                            

 

Scooter Prezzo
Piaggio Beverly 250 cruiser € 5.000
Yamaha X-Max 250 Black € 4.890
Peugeot Geopolis 250 executive € 4.800
Piaggio X-Evo 250 € 4.700
Suzuki Burgam 250 IE € 4.740
Aprilia Scarabeo 250 IE € 4.690
Yamaha X-City 250 € 4.490
Kymko Xciting 250 I € 4.395



Possiamo vedere da questo elenco, come il prezzo dell’Adiva (circa € 5.300) sia di circa 500 euro superiore ai concorrenti.



Non ci sembra che questa esigua differenza di prezzo possa diventare un importante elemento di critica, considerando inoltre l’unicità del progetto Adiva, con la presenza del tetto removibile (ricordiamo che il tetto non solo è retrattile all’interno del baule posteriore con una manovra di 30 secondi, ma è anche interamente asportabile, con la possibilità di trasformare lo scooter in un normale “cielo aperto”), adiva,scooter coperti,scooter cabrio,parabrezza,scooter pioggia dei deflettori, della capacità di carico, del parabrezza assolutamente automobilistico e con la presenza del tergicristallo a due velocità, garanzia di una visibilità unica nel suo genere.



Un punto che vogliamo evidenziare e sottolineare è che, data la protettività e l’usabilità del progetto Adiva, a nostro parere ne andrebbe ponderato e valutato l’acquisto al posto di una seconda auto : certo, se le auto in famiglia sono già 2 o più e lo scooter è solamente un mezzo accessorio più che altro estivo o “salvacode”, allora il prezzo d’acquisto potrebbe sembrare elevato, ma se lo consideriamo come un mezzo effettivo per lo spostamento di uno o più membri della famiglia e completamente sostitutivo di un automobile (e credete : lo può assolutamente diventare !), ecco che diventa un acquisto del tutto affrontabile ed anzi consigliabile !

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Nuovo sito ADIVA Spa !

Come anticipato in un post precedente, ecco online il nuovo sito di ADIVA Spa  (http://www.adiva.it).

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Molto bella la grafica e l'impaginazione, efficiente il motore grafico e ricco di immagini e dettagli dei nuovi modelli.

Ricca anche la sezione download, con la possibilità di scaricare la brochure dei modelli, i manuali (utilissimo !) e gli eleganti wallpapers, nonchè il link . . . al nostro BLOG !!!

Come immaginavamo, esce dalla produzione la cilindrata 250cc per fare spazio al 125 e 200cc, con la punta di diamante del 400cc, vero motore indistruttibile e che ci sentiamo senz'altro di consigliare per rafforzare, nella gamma Adiva e nella serie AD in particolare, tutta la vocazione turistica che uno scooter così protettivo e affidabile può garantire.

La gamma include e rende giusto risalto anche alla serie AR che, se pur progettata per approcciarsi al mondo Adiva, offre qualità e tecnica come i modelli superiori, con l'ulteriore optional del tetto che ne fa uno scooter nettamente più avanti degli altri pari categoria.

Da notare anche la presentazione dell'anteprima del 3 ruote , che sarà presente sia nella gamma AR che nella AD : verrà commercializzato non prima dell'autunno 2009.

Ci piace molto anche l'introduzione del pratico form per i contatti, chiaro e lineare : utilizzatelo per tutte le informazioni che desiderate, possiamo assicurare (per esperienza personale !) che Adiva ha molto a cuore il rapporto con l'utenza e leggerete la vostra risposta in giornata o quasi !

Buona navigazione !

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sapete qual'è l'ostacolo più grande allo scooter d'inverno ?


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La neve direte voi, il ghiaccio, diranno alcuni, la pioggia faranno eco altri . . . ebbene no : l'ostacolo più grande è la nostra PIGRIZIA !

Certo, in alcuni giorni o periodi, e soprattutto in certe città generalmente del Nord Italia, alcuni degli elementi climatici citati sopra sono davvero preponderanti ed insormontabili (non solo per lo scooter, spesso anche per l'auto o altri mezzi !), ma per la maggior parte dell'anno, ecco il quarto elemento : pigrizia !

Pigrizia che comincia a manifestarsi verso la metà di Ottobre con le prime pioggie e con i primi spifferi d'aria fredda quando, per coloro che hanno garage o rimessa, sembra arrivato il momento di ricoverare lo scooter, scollegare la batteria e ricoprirlo con il classico telone di plastica ; per gli altri che parcheggiano vicino a casa poco cambia : coloro che non possono ricoverarlo da amici o parenti scelgono un buon parcheggio pubblico e, pur non palesando la stessa cura per non incentivare il furto ("questo scooter è abbandonato da tempo . . rubiamolo che il proprietario non se ne accorgerà nemmeno !"), lo lasciano al suo destino visitandolo ogni tanto per controllare che ci sia e magari dargli "una messa in moto !"

Si comincia a pensare che il calore dell'abitacolo dell'auto è meglio dell'aria fredda sul viso, che la pioggia ci bagnerebbe continuamente, che il vento ci farebbe ondeggiare e . .  via di questo passo !

Ora, indipendentemente dall'età del pilota, con l'abbigliamento da moto odierno si può affrontare ogni tipo di avversità atmosferica e almeno nel caso degli scooter coperti, posso assicurare che ci si bagna molto di più nel salire e scendere dall'auto con l'ombrello (comodo, vero ?), senza contare la distanza da percorrere a piedi dall'auto alla meta che è inevitabilmente molto più lunga che con lo scooter (si riesce a parcheggiare sempre nei pressi della nostra destinazione !).

Non dimentichiamo poi che nella stragrande maggioranza dei casi parliamo dell'uso quotidiano del mezzo, con distanze limitate al tragitto casa-lavoro, casa-palestra, ufficio-centro città, ecc. distanze quindi che non sono viaggi transiberiani per i quali l'auto si renderebbe ovviamente necessaria, ma percorsi tranquillamente copribili con i nostri due ruote.

E lo stress da traffico dove lo mettiamo ? e i tempi di percorrenza allungati enormemente (code !) dove li mettiamo ? e lo stress da parcheggio (introvabile !) dove lo mettiamo ? ed il risparmio in termini di manutezione del mezzo e carburante dove lo mettiamo ?

e poi ancora . . . avete mai fatto caso che i motociclisti fermi ai semafori non sono sottoposti alle avances dei lavavetri, dei venditori ambulanti, dei parcheggiatori più o meno abusivi, ecc. (con tutto rispetto per queste categorie che cercano di procurarsi un reddito offrendo un minimo di servizio, non possiamo certo negare che con la loro ripetitività ed insistenza contribuiscano a creare stress ulteriore in un ambiente già pesantemente nervoso come quello del traffico cittadino !).

In conclusione, considerate seriamente la possibilità di munirvi di una buona giacca a vento impermeabilizzata (ne esistono di tutte le qualità e prezzi !), dell'indispensabile Termoscud (copertina per le gambe) necessario non solo per il freddo agli arti inferiori, ma soprattutto per ripararvi dalla pioggia dalla vita in giù, di un paio di buoni guanti da moto e . . . IN SELLA !

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parabrezza rigato e bagnato !


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Sappiamo tutti che, in scooter, la visibilità in ogni condizione è un fondamentale elemento di sicurezza al quale dovremmo non rinunciare mai.

L'ideale sarebbe una visibilità pari a quella garantitaci dal parabrezza dell'automobile, mai rigato, reso asciutto dall'interno a mezzo delle bocchette di areazione e pulito all'esterno dal continuo passaggio dei tergicristalli, condizioni che, negli scooter non si verificano mai !

Per vari motivi ho provato di recente alcuni scooter di varie marche (tutti rigorosamente usati da tempo !) e le condizioni di visibilità dei parabrezza sono davvero pericolose : quando non è rigato è sicuramente opacizzato dal tempo o dallo sporco (non lo si può pulire ogni volta che si sale sullo scooter !) e se di giorno si riesce ancora ad intravedere decentemente la strada, di notte e con i fari delle auto contro, ho dovuto mettere la testa fuori !

Non parliamo poi della pioggia, che rende impossibile la visibilità già in piena luce e senza fari al contrario, per trasformare poi il viaggio notturno in un procedere quasi alla cieca.

Per la verità, prima di questa prova, non credevo di incontrare un disagio così marcato nella visibilità, abituato come sono ai parabrezza degli scooter coperti che, in quanto dotati dalla casa di tergicristallo e concepiti come elemento strutturale della moto (e quindi non aggiunti a richiesta), godono di una progettazione e di una realizzazione molto curata che li rende appunto funzionali come quelli delle automobili.

A bordo dell'Adiva (come a bordo del C1 BMW), certo non ci sono questi problemi in quanto il vetro anteriore è di derivazione areonautica e quindi resistente all'infinito al passaggio del tergicristallo (e resistente perciò anche ad altre asperità !) : non si riga, non si opacizza, e il microclima che si forma all'interno dell'abitacolo degli scooter coperti (senza contare l'opzione del riscaldamento abitacolo offerta dall'Adiva !) non permette l'appannamento del vetro od altre forme di annebbiamento. 

La pioggia ed i fari contrari non sono mai un problema in quanto il tergicristallo (spesso a due velocità) svolge un lavoro perfetto come nelle auto e non dimentichiemo anche la sicurezza data dai montanti laterali, questo perchè la struttura fissa e rigida del parabrezza ne impedisce flessioni o movimenti che sono poi la causa di incrinature, graffi ed anche rotture (alzi la mano chi non ha mai sostituito un parabrezza !).

In conclusione, se avrete occasione di provare uno scooter con parabrezza fisso vedrete la differenza, ricordando sempre che una buona visibilità (unita ad una buona illuminazione della strada), è uno dei più importanti requisiti di sicurezza soprattutto in moto.

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Scooter e 2009 !

Un piccolo post di saluto e speriamo beneaugurante per tutto il 2009 !


Cogliamo l'occasione per annunciare che è in preparazione il nuovo sito di Adiva Spa che dovrebbe apparire on line a breve:  presumiamo avrà lo stesso url (www.adiva.it) e sicuramente conterrà informazioni e schede sull'attesissimo tre ruote da 400cc. 

Il sito pensiamo riepilogherà anche la gamma che ricordiamo composta da AD125, AD200 e AD400 (come già anticipato, non è più presente la cilindrata 250cc) e dovrebbe venir data visibilità anche all'altro prodotto di casa Adiva, l'AR "roadster", simile nelle motorizzazioni al fratello Ad ma privo di tetto e baule posteriore (il primo, pero', ottenibile a richiesta) e commercializzato anche nella versione base senza tergicristallo e deflettori (rimane il parabrezza protettivo), per abbassare il prezzo di vendita.

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foto : cyberscooter.it

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