CI RIPROVIAMO !

CI RIPROVIAMO !
Dobbiamo assolutamente discutere e confrontarci sul destino degli scooter coperti !

prezzi degli usati . . . coperti !

Parlare di quotazioni dell'usato relative agli scooter coperti non è propriamente un compito facile, anche perchè gli unici 2 scooter veramente coperti sono da tempo fuori produzione e l'ultimo nato (l'Adiva AD series), è piuttosto giovane per avere un consistente mercato dell'usato comunque . . . tenteremo.


Bisogna anche considerare che, generalmente, i possessori di scooter di questo tipo sono utilizzatori di nicchia che tendono a conservare il mezzo per parecchio tempo : l'usato è così davvero poco presente sul mercato.
Partiamo dal BMW C1  che conta ancora parecchi appassionati (vedi sito del club). 

Pur essendo fuori produzione dal 2003 ha ancora una quotazione importante dovuta in buona parte al prestigio del costruttore,
diciamo che indicativamente possiamo valutare per l'usato datato 2003 : 
  •  C1 125cc = € 1400/1800
  •  C1 125cc executive = € 1750/2150
  •  C1 200cc = € 1600/2000
  •  C1 200cc executive = € 1950/2350
(la versione Executive si differenzia da quella standard per la vernice metallizzata di serie, il kit portatutto, le retine portabagagli, il supporto per il cellulare, il cono di luce per la lettura all'interno dell'abitacolo).

Inutile dire, (ma diciamolo !), che queste quotazioni dipendono moltissimo dal grado di manutenzione del mezzo e decrescono notevolmente con l'allontanarsi dell'anno di immatricolazione.

Per quanto riguarda l'Adiva-Benelli  il discorso è ancora piu' complesso in quanto
non ha dalla sua il prestigio di una casa come BMW e quindi, nonostante la produzione si sia protratta sino al 2005, l'usato risente pesantemente sia dell'handicap sopra descritto sia dell'immissione sul mercato del suo successore sotto altra marca, ma praticamente ultimo figlio della stessa famiglia e notevolmente aggiornato e migliorato.

Diciamo che la quotazione di un Adiva-Benelli 150cc (la cilindrata in assoluto più diffusa in Italia) parte da un massimo di 950/1000 Euro per un mezzo in perfette condizioni, poi a scendere !
Per quanto riguarda l'Adiva Ad series nuovo nato , commercializzato a partire dal 2006 (prezzo di listino € 5.588), indicativamente possiamo valutare un buon 2006 intorno ai 3500 Euro per arrivare ai 4500 Euro di un 2007.
In questa rassegna non vogliamo comunque dimenticare il PEUGEOT Elystar , tentativo (piuttosto ingombrante !) della casa francese del quale si sa poco e niente (parliamo ovviamente della versione con tettuccio !) e del quale non abbiamo praticamente quotazioni se non quelle ufficiali della Peugeot relativa alla versione standard (senza tetto).

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progetti . . . coperti !


Per l'etichetta "progetti" riportiamo un tentativo della Teca Technologies mai passato alla produzione.


Il progetto risale al 2000, e come si vede aveva raggiunto un livello di sviluppo piuttosto avanzato, ma anche in questo caso non si è passati alla produzione.

La base di partenza è sicuramente una moto di media cilindrata, come s'intuisce dalla ruota anteriore e il risultato estetico è tutto sommato piacevole. 

Quello che stupisce maggiormente è la posizione di guida protesa in avanti, con le gambe arretrate che si intravedono fuoriuscire dalla carenatura.

Un escamotage per ridurre l'area frontale, favorendo la penetrazione aerodinamica e al tempo stesso permettere l'equilibrio del veicolo una volta fermo. 

Certo è che non dà l'impressione di grande comodità.

In compenso la protezione dalle intemperie è totale (piedi a parte) e secondo le indicazioni del progettista, la carenatura in fibra di carbonio a nido d'ape è sufficientemente robusta da riparare il pilota anche in caso d'incidente. 

Per questo motivo non era previsto abbigliamento protettivo e neppure il casco, ma le cinture di sicurezza si, un po' come accade nella BMW C1. 

Al posto di guida si accedeva sollevando la parte posteriore, dove era anche possibile stivare un minimo di bagaglio.

fonte : www.cyberscooter.it

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Un altro tetto !

Per quanto riguarda l'MP3 apriremo un capitolo a parte in quanto, pur non essendo uno scooter coperto o copribile, si avvicina moltissimo al concetto di scooter "totale" o comunque utilizzabile per tutti i 12 mesi, grazie alle sue caratteristiche innovative che ne fanno un mezzo adatto ad ogni superficie e quindi sicuro anche durante la stagione bagnata o ventosa (o peggio ancora ghiacciata !).

Nell'allestimento della foto si è tentato comunque di creare anche un riparo dalla pioggia, sicuramente lodevole l'iniziativa anche se la struttura sembra abbastanza approssimata e non si sa quanto possa effettivamente riparare, comunque  . . . vedremo !

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ancora l'AD 250 !

Anche le sospensioni sono un altro mondo rispetto al precedente : all'anteriore la forcella Ceriani è una garanzia assoluta, mentre 2 ottimi ammortizzatori posteriori con regolazione del precarico a 5 posizioni garantiscono tenuta ed equilibrio (e viste le dimensioni del retrotreno, si capisce che debbano svolgere un lavoro egregio).


Per quanto riguarda la frenata, sono stati fatti passi da gigante anche in questo settore : il doppio disco Brembo all'anteriore da 260 mm ed uno al posteriore da 240 mm garantiscono spazi di arresto interessanti coaudivati anche dalla frenata ripartita (la leva sinistra comanda un disco anteriore ed il posteriore, mentre la leva destra comanda il secondo disco anteriore). La frenata e' modulabile e potente, l'unico appunto è relativo alla distanza delle leve dalla manopola del manubrio, comode solamente a chi ha mani piuttosto lunghe.

Anche le ruote (a proposito : i cerchi a mio parere sono bellissimi !) trasmettono sensazione di stabilità e assetto e la dimensione maggiorata rispetto al precedente modello (ora sono da 14") aiuta senz'altro la tenuta di strada; nessun appunto sugli pneumatici Dunlop di serie.

                                                                   

Come abbiamo gia' detto il manubrio è piuttosto piccolo (opzione che personalmente prediligo !), quindi estremamente maneggevole nelle curve strette o in manovra; i comandi al manubrio sono molto chiari e facilmente individuabili, sulla sinistra troviamo la piccola leva per lo spruzzatore liquido lavavetro (eh si, non dimentichiamo che abbiamo il tergicristallo !), il comando indicatori di direzione (a proposito, la fanaleria posteriore è sicuramente tra le più sicure : sia le dimensioni dei gruppi ottici, sia il loro posizionamento parecchio in alto consentito dalla conformazione dello chassis, garantiscono una visibilità passiva posteriore eccellente !), il pulsante clacson ed il pulsante ana/abbaglianti (il lampeggio non ha molla di ritorno ma è sufficiente una normale sveltezza del pollice per un rapido on/off !), sulla destra troviamo invece il pulsante dello starter (avviabile ovviamente tirando in contemporanea una delle leve dei freni ma . . . che lo dico a fare ?), la piccola levetta che comanda il "mode" per il display multindicatore del cruscotto, il pulsante per il tergiscistallo a due velocità e . . . il comando on/off della ventola del RISCALDAMENTO !

Avete letto bene : dal momento che l'AD  è stato progettato in modo da riprodurre l'abitacolo dell'automobile, perchè non dotarlo anche del riscaldamento ? Ai due lati del cruscotto troviamo infatti due bocchette richiudibili di stampo completamente automobilistico che si abbinano ad altre due poste nella parte bassa del tunnel centrale (in corrispondenza dei piedi del pilota) che ad una pressione del tasto ed all'entrata in funzione della ventola emettono . . aria calda in tutto l'abitacolo ! (e quelle sul cruscotto particolarmente in corrispondenza delle mani del pilota !)

. . . continua . . .

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il tetto gonfiabile ??

Se non ne avete ancora sentito parlare,
ecco una delle ultime soluzioni sfornata da una ditta italiana per ripararsi dalla pioggia . .
. ok per l'iniziativa e la proposta, ma da questo ad uno
scooter coperto od a proporsi come valida
alternativa . . . ce ne corre !!!!!


Lisitop, un tetto
per lo scooter

Sta nel bauletto e si usa sullo scooter in caso di pioggia: non è un giubbotto, ma un vero e proprio tetto, che si gonfia in pochi secondi sfruttando i gas di scarico del motore.

L'idea arriva dalla Lisitop che ha messo a punto una copertura da agganciare sulla parte superiore del parabrezza e poi sul bauletto. In vendita al prezzo di 175 euro (ma per i maxi scooter viste le dimensioni si arriva a 240) questo tettuccio gonfiabile ha anche il grande vantaggio di non incidere sulla stabilità del mezzo: è leggerissimo e non pesa quasi nulla. In questo modo non sbilancia lo scooter e - soprattutto - può essere montato senza dover riprogettare e riomologare il veicolo. Niente a che vedere quindi con l'idea della Bmw C1 o della Benelli Adiva.

Disponibile solo di colore nero, il Lisitop ha un supporto rigido di fissaggio al veicolo in polipropilene ad aggancio rapido, e anche una serratura antifurto. Il suo tessuto è un robusto poliuretanico telato, mentre per evitare goffe esplosioni (in fondo si gonfia con un paio di colpi di gas) c'è anche una valvola che si apre quando la pressione è troppo forte. L'unica accortezza da usare una volta in sella è quella di non superare i 70 Km/h di velocità massima. Un limite fin troppo alto visto le difficili condizioni atmosferiche in cui il lisitop verrà utilizzato.


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. . . parabrezza bagnato ?




ED ECCO UN ALTRO TENTATIVO . . . CHE NE DITE ? VOLETE PEDALARE ANCHE IN SCOOTER ?

Una semplice quanto funzionale soluzione alla scarsa visibilità del parabrezza in condizioni di pioggia è stata presentata al salone del motociclo da Superauto F.lli Biondi. Si tratta di tergicristallo per scooter da installare su qualsiasi tipo di parabrezza.

big_Tergibreeze_1.jpg

Subito direte:"ci avevo pensato anche io!", e a ben guardare non è nemmeno l'unico sistema in commercio di questo tipo, però è l'unico prodotto aftermarket realizzato in serie e sviluppato attraverso studi specifici e non un adattamento di prodotti automobilistici. Inoltre non necessita di collegamenti all'impianto elettrico in quanto è azionabile a pedale.
Una volta riscontrata la sua efficienza potremo dire che è una buona innovazione in fatto di sicurezza.

big_Tergibreeze_2.jpg

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lo scooter cabrio


L'Adiva (serie AD per la precisione), è davvero uno scooter cabrio, totalmente coperto nel periodo invernale così come scoperto e gradevole durante l'estate.

Le differenze dal precedente modello sono notevolissime, e non tanto dal punto di vista estetico ( rimane la concezione di uno scooter con una struttura vagamente "a uovo" che integri pilota e passeggero in un "ovale" ideale) quanto dal punto di vista strutturale,  meccanico e ciclistico.

Innanzitutto allungando il passo dello chassis si è dato finalmente un comodo alloggiamento al passeggero, che ora risulta seduto come in poltrona, con sufficiente spazio per le gambe ed appoggiato con schiena e braccia all'ampio schienale posteriore costituito dal retrobaule dotato addirittura di cuscino sagomato.

Il pilota non vien piu' infastidito nei movimenti ed inoltre, trovandosi alla sua stessa altezza, il passeggero non riceve aria in faccia (sfrutta anch'egli l'ampio parabrezza) e risente molto poco dei vortici sulla schiena, parati dal baule.

La sella è ben imbottita, larga e massiccia quanto basta e l'appoggiareni che la divide in lunghezza risulta quanto mai efficace per la povera schiena dell'autista.

Sotto la sella (se ne apre solo la metà anteriore), finalmente l'alloggiamento per il secondo casco (jet) e per i documenti.

                                          

Tutta la struttura risulta ben costruita e le plastiche sono di ottima fattura : il frontale presenta un disegno aggressivo e finalmente i due fari "ad insetto" garantiscono un'illuminazione automobilistica in ogni condizione.

Le dimensioni aumentate in lunghezza sono state ritoccate anche in larghezza senza pregiudicare la maneggevolezza, ma creando un abitacolo confortevole e soprattutto ampliando la porzione vetrata a copertura dalle intemperie.

Il parabrezza (di derivazione areonautica come nel precedente modello), è largo e resiste senza problemi al passaggio del tergicristallo a pantografo ora a 2 velocità (e credetemi . . . se ne sentiva la mancanza della seconda velocità !) ed abbinato ai due deflettori laterali (che anche nel modello precedente più che consigliabili erano quasi obbligatori per una protezione completa), lascia davvero le intemperie fuori dal . . plexiglass. 

Il tetto (prima abbastanza striminzito), ora è largo a sufficienza per proteggere le spalle di corporatura anche robusta, ma se volete davvero l'effetto protettivo dell'abitacolo automobilistico, fate come me : aggiungete al tetto anche i due deflettori di fabbrica . .  non lo riporrete piu' se non smontandoli ma . . . . niente acqua neanche fermi al semaforo !

Il tetto, a differenza del precedente, si piega a pantografo in piu' punti supportato ora da 2 pistoncini ad olio per una chiusura dolce e sicura, ed ha la particolarità di poter essere totalmente smontato (2 bulloni) con facilità nella stagione estiva per ottenere una conformazione del tutto simile ad uno scooter normale mantenendo però una invidiabile capacità di carico nel baule.

Il quale baule, rivestito interamente di moquette, carica . . . l'impossibile (90 litri) e se abbiniamo questa capacità di carico ai 3 vani ricavati nel retroscudo anteriore ma soprattutto al vano destinato al passeggero, (ricordo che oltre alla seduta puo' contare su una completa parete di appoggio e sulla tenuta laterale fornita dai due appoggiagomiti), non abbiate difficoltà a credere che . . . ho fatto un minitrasloco solamente con lo scooter !!!!!!
                                                                   
  
. . . continua . . .

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il vero tetto !

La Benelli, (chi segue le moto lo saprà bene), dal punto di vista societario non ha avuto vita facile in questi ultimi anni : sono intervenuti in extremis i cinesi che, con un consistente apporto di capitali, hanno evitato il crack di una delle più antiche case italiane.

Probabilmente l'Ing. Pozio aveva sentito tirare brutta aria e da tempo aveva gradualmente ritirato il suo progetto dal colosso di Pesaro per iniziare l'avventura della costruzione in proprio.
Nasce quindi la Adiva Spa con sede in provincia di Benevento, che inizia a studiare una evoluzione del primo progetto credendo fermamente nello sviluppo di quello che poi chiamerà "commuter urbano", e che sarà poi presentato ufficialmente all'E.I.C.M.A. del Novembre 2005.
Si tratta di una creatura completamente diversa dal precedente, che persegue tenacemente la filosofia dello scooter "ognitempo" e che si pone come validissima alternativa, se non addirittura come sostituto, dell'automobile. 
Varato inizialmente nella sola motorizzazione 250 cc, viene poi affiancato dalla solita versione 125 cc rivolta essenzialmente al mercato estero.

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il bello ed il brutto . . .

Parliamo ovviamente dell'Adiva-Benelli, 
primo vero scooter cabrio e, pur osannando l'intraprendenza ed il coraggio di un progetto tanto innovativo, proviamo a segnalarne pregi e difetti.

Pregi moltissimi :

a parte il design estetico che risulta essere estremamente soggettivo (a me è piaciuto da subito per il frontale abbastanza aggressivo e per lo sforzo fatto nell'equilibrare un disegno difficile come inserire il baule portatetto posteriore nello chassis), lo scooter mostra una maneggevolezza notevole anche a tetto aperto e quindi con baricentro forzatamente più alto.

La seduta è abbastanza comoda anche se spartana con pedana bassa che costringe a rannicchiare le gambe solo ai piu' alti; la protezione, ovviamente, non ha eguali : il parabrezza fisso è ampio ed i due montanti che lo sorreggono spariscono alla visuale con un minimo di abitudine; completato quasi d'obbligo con i due deflettori laterali, garantisce una cupola anti intemperie davvero efficace. 

Il manubrio piccolo (che io ho sempre apprezzato), favorisce la maneggevolezza, pur essendo completo di tutte le dotazioni standard (leve freni, comando starter, comando luci, lampeggiatori di direzione, clacson e hazard d'emergenza).

                            

La capacità di carico è notevole soprattutto a tetto aperto (che rende quindi libero tutto il gavone posteriore !), completata poi da due tasche nel retroscudo risulta senz'altro superiore ad ogni altro scooter di pari categoria.

La dotazione di serie e' abbastanza completa, se consideriamo anche la presa da 12V alloggiata in uno dei 2 gavoni del retroscudo, la visibilità e' buona (una volta abituatisi ai montanti piuttosto spessi) ed aiutata moltissimo dal tergicristallo a pantografo (piccola nota : inizialmente anch'io ero scettico sulla resistenza del parabrezza ai ripetuti passaggi della spazzola tergicristallo . . . mi sono dovuto ricredere, il materiale e' davvero di derivazione aereonautica come dice la casa ed offre la stesa resistenza di un'automobile !) , le sospensioni fanno il loro onesto mestiere (bene all'anteriore la forcella Ceriani) ed il meccanismo di apertura/chiusura con ripiegaggio del tettuccio è un piccolo capolavoro di velocità e robustezza.

 

La frenata e' garantita da 2 dischi (uno davanti ed uno dietro) particolarmente efficienti ma solo se sollecitati con forza.

Poi abbiamo il motore  . . . come già detto non eccellente in brillantezza (dato anche il peso del mezzo) ma incredibilmente affidabile, quattro tempi pronto in ogni condizione e che ti puo' spingere sino a 110 km/ora (anche se , aumentando la velocità, la resistenza all'aria del tettuccio e della massa in genere comincia a sentirsi), diciamo che 100 cc e qualche cavallo in più avrebbero reso anche il primo Adiva molto più commercializzabile. 

Riassumendo : 
  • robustezza
  • affidabilità motore
  • grande capacità di carico
  • incredibile protezione dagli agenti atmosferici
  • notevole maneggevolezza

I difetti : 

diciamo che dobbiamo vedere questo prodotto come l'apripista di un settore che ha sicuramente ancora molto da dire (visto la progressiva invivibilità delle nostre città per quanto riguarda l'utilizzo dell'auto), quindi sicuramente perfezionabile pur avendo già doti ben definite. 

Detto questo possiamo sicuramente muovere appunti alla comodità sulle medie distanze (la sella è davvero spartana e poco imbottita), la mancanza di uno schienalino o di un appoggiareni per il pilota (sembra niente ma ne sentivo talmente la mancanza da aver costruito un cuscino in tinta con la sella da fissare con bottoni automatici al bauletto per riposare la schiena, vedi la foto !),


la frenata è troppo morbida, si ottiene solo pinzando a fondo e con forza, la fanaleria è decisamente insufficiente, soprattutto l'anteriore è davvero carente, una strada buia è quasi impercorribile senza rischi, il passeggero (per quanto protetto dal tettuccio come il pilota) risulta davvero sacrificato, disturbando parecchio anche il guidatore ; la strumentazione, seppur completa, è infossata nel cruscotto e parzialmente coperta dal manubrio, manca un alloggiamento per il secondo casco e poi del motore . . . abbiamo già detto, per quanto l'affidabilità e la durata siano fuori discussione.

Riassumendo : 
  • sella scarna e scomoda per due
  • fanaleria insufficiente
  • motore sottopotenziato
  • frenata migliorabile

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