CI RIPROVIAMO !

CI RIPROVIAMO !
Dobbiamo assolutamente discutere e confrontarci sul destino degli scooter coperti !

l'antenato delle tre ruote ?


Sempre alla ricerca di novità o progetti aderenti al mondo delle moto coperte (o copribili), ecco una vecchia idea degli anni novanta mai commercializzata : complimenti all'idea ed allo sforzo creativo ma  . . . cosa ne pensate ?

 
VEICOLO AD ASSETTO VARIABILE 

Questo veicolo è pensato per garantire la mobilità individuale in ambiente urbano ed extraurbano; in ogni condizione atmosferica e fondo stradale: ( veicolo tutto-terreno ).

E' costituito da un telaio di tipo motociclistico a tre ruote di cui una coppia, ad assetto variabile, installata anteriormente e/o al retrotreno.

La particolarità di questa soluzione è di offrire nella configurazione a ruote unite il piacere e le utilità della guida motociclistica: piega in curva, agilità, larghezza ridotta, esposizione all'aria del pilota e senza il fastidio del cavalletto centrale.

Nella situazione a ruote aperte, il veicolo è completamente chiudibile ( con un sistema installato a bordo ), per avere la massima protezione in ogni condizione climatica e il confort del riscaldamento-condizionamento.E' oggettivamente e intuitivamente stabile con la guidabilità di un tre ruote classico, non richiede abbigliamento specifico e casco.



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il cliente non è sempre un limone . . . .


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Nel panorama dei disservizi, malservizi e vessazioni che quasi tutti, chi più chi meno, abbiamo subito dalle case costruttrici dei nostri scooter, moto, automobili, elettrodomestici, ecc. ecc.,  mi piace segnalare un episodio, (a mio parere), di notevole professionalità e di cura estrema del cliente che ho vissuto da poco in prima persona.

Nonostante la cura ed attenzione che non tralascio mai di usare verso lo scooter, il vento davvero inusuale dei giorni scorsi mi ha giocato un brutto scherzo : una ventata anomala ha piegato il mio Adiva AD250 (nonostante il cavalletto centrale) adagiandolo violentemente su di un fianco con danni alla carrozzeria, ma soprattutto rottura dello specchietto retrovisore dx e rottura di tutti i punti di snodo del tettuccio, tanto che ho dovuto smontare il tutto e . . . da quel giorno ovviamente piove ininterrottamente.

Ma il punto non è certo questo : dopo essermi regolarmente disperato, prima ancora di interpellare il concessionario per la sostituzione ho provato a contattare via mail (adiva@adiva.it) la casa madre per chiedere lumi, pronto naturalmente a sostituire il tutto con chissà quale spesa . . . ebbene . . . molto gentilmente mi hanno risposto di inviare le foto del danno per verificare l'esistenza di pezzi ancora sani in modo da poter sostituire solamente i danneggiati con notevole riduzione della spesa !!

Abbiamo scambiato alcune mail di informazione in cui mi hanno spiegato quali pezzi potevo ancora utilizzare cosicchè ne è scaturito un ordine sicuramente inferiore alle attese sia come quantità che, soprattutto, come costi !! 

Non so quante altre case avrebbero fatto altrettanto invece di limitarsi a decretare la sostituzione del pezzo intero con costi notevolmente superiori . . . complimenti davvero
Adiva

Una dimostrazione di vera professionalità e di raro "customer care" e la soddisfazione di provare che
il cliente non è sempre un limone . . . da spremere !

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Buon Natale a tutti !




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tre ruote e tetto . . un boom !


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A testimonianza del fermento intorno al mondo degli scooter coperti (ed ormai a . . tre ruote), ecco un' altro progetto francese nato sulla base del Peugeot Satelis, unica casa transalpina ad interessarsi degli scooter coperti (vedi post).

Si tratta del RAINBOW, uno scootermobile concepito con un abitacolo tondeggiante e trasparente a chiusura totale per l'inverno e che potrebbe essere climatizzato esattamente come l'abitacolo di una autovettura, dove all'interno trovano posto 2 persone con sedute disassate (vedi foto), legate al sedile con cinture di sicurezza e senza casco (come il C1 della BMW).

La ciclistica è simile al MP3 con motorizzazioni ancora tutte da definire.

Il progetto è ovviamente ancora da sviluppare ma, al di là delle considerazioni estetiche e delle migliorie apportabili, ci piace sottolineare ancora la crescente popolarità e bontà del progetto "scooter coperto" come vera alternativa all'auto ed al traffico impossibile che ci attanaglia.


foto : cyberscooter.it




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vecchio Adiva-Benelli . . . lo spot !

Frugando un pò dappertutto, ecco un interessante video di presentazione  del vecchio Adiva-Benelli : merita un'occhiata non solo per qualità del filmato (lo spot è ben realizzato e la signorina . . . anche !), ma anche per le illustrazioni della fase progettuale con le soluzioni meccaniche adottate.


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il tetto . . . copiato !


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L'informazione è informazione e, per completezza, eccoci quindi a presentare l'ennesima copia cinese dei prodotti nostrani.
La casa costruttrice è Zhejiang Lingyun Motorcycle situata ovviamente in Cina nella regione dello Zhejian, il motore è un monocilindrico a 4 tempi raffreddato ad aria di produzione cinese con 125 cc (cilindrata unica) e di 7,3 hp mentre per tutte le caratteristiche di ciclistica  . . . vedere Benelli Adiva !
Il prezzo non è pervenuto e, a parte l'improbabile colorazione, la qualità costruttiva (dalla foto !) sembra discreta anche se bisognerebbe testare il tutto e non vogliamo certo essere i primi a fare da cavie !


dalla Cina al . . . Giappone : ecco una versione del Majestic Yamaha modificato con l'aggiunta di un ampio parabrezza curvo che si trasforma in tettuccio rigido.
Pare sia un prototipo di un'azienda giapponese non sappiamo se in unico esemplare oppure in studio per la commercializzazione . . . 

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Ed eccoci a commentare quanto visto (nel nostro settore) a E.I.C.M.A. 2008.

Parliamo quindi esclusivamente di Adiva, e della proposta del "Tricke" a tre ruote. 

Anticipiamo però spendendo due parole anche sull'aggiornamento del "vecchio" AD250 : ben pochi ritocchi sono stati apportati ad uno scooter che, come abbiamo ampiamente scritto, poco aveva da migliorare avendo già raggiunto ottimi risultati in relazione agli scopi prefissati dal progetto.

Migliorato dunque il cruscotto (per meglio dire cambiato non migliorato !), ora si propone con 2 elementi cilindrici che racchiudono le stesse funzioni del precedente (personalmente mi andava benissimo anche il "vecchio" !).

Impercettibile poi la modifica agli specchietti retrovisori (anche qui non vedo differenze con i "vecchi" !), nuova invece la motorizzazione da 200 cc e da 400 cc che ampliano la gamma del 125 e del 250.

Nel caso del 200, il propulsore è un Sym come nel 125 mentre il 400 dovrebbe montare il Piaggio Master da 399 cc (come l' MP3).

Personalmente, mentre per il 400 cc vedo logico dotare uno scooter così protettivo di un propulsore che permetta viaggi lunghi e percorsi autostradali con maggior margine e maggior sicurezza (oltre ad equipararsi ai concorrenti nella potenza e nella cilidrata), non vedo molta utilità nella motorizzazione 200 cc, che, pur non essendo proprio sottopotenziata, certo non aiuta a spingere adeguatamente uno scooter non particolarmente pesante, ma sicuramente dotato di una consistente struttura vetrata che necessita di spinta e riserva di potenza.

Operazione forse giustificabile in virtù del prezzo che dovrebbe attestarsi intorno ai 4200 Euro, scelta che, viste le caratteristiche uniche del mezzo in quanto a sicurezza e protettività, dovrebbe sicuramente portarlo a battagliare con le altre marche più vendute.

Per quanto riguarda il tre ruote . . . beh . . credo sia il mezzo più vicino all'auto che ci sia, catturandone quasi tutti i pregi e lasciandole i peggiori difetti (vedi ns. post precedente !) : oltre alla protettività dalle intemperie (solo quando occorre, non sempre come nel BMW C1), si aggiunge ora una una stabilità ed una sicurezza attiva eccezionale, confortata da una frenata che, ripartita ora su 3 dischi ma soprattutto su 3 ruote, diminuisce drasticamente gli spazi d'arresto.

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L'avantreno basculante è completamente diverso dal progetto MP3; anche se la piega raggiunta non è pari a quella del Piaggio (ripetiamo che non è questo lo scooter per andare in pista !), questa soluzione consente anche un movimento antiaffondante in frenata che aumenta la stabilità, supportata anche da un monoammortizzatore a regolazione continua che funziona egregiamente. 

Come nel MP3, ecco il blocco al sistema basculante comandabile dal manubrio che permette di non mettere MAI i piedi in terra.

Inoltre, almeno dal primo prototipo, si può notare che l'ingombro dell'avantreno è minimo, quasi completamente all'interno della carenatura, soluzione che lascia il mezzo libero di infilarsi negli spazi normalmente consentiti solo ai due ruote.

Verrà motorizzato con un Piaggio Master da 399 cc oppure con un Sym da 171 cc (scelta che mi lascia perplesso anche in questo caso, sempre se non obbligata dal prezzo !) e commercializzato verso l'estate 2009.

In conclusione, riservandoci di vederlo in strada l'anno prossimo, possiamo dire che dal punto di vista della mobilità urbana (ed a questo punto anche abbondantemente extraurbana), "non c'è ne più per nessuno !" e che il "trike" di Adiva dovrebbe essere la scelta più razionale come vera alternativa all'auto . . . staremo a vedere !


foto : cyberscooter.it 

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ecco lo scooter cabrio . . . facile !

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100 Km con 1 €uro !!!

Riportiamo un interessante studio e relativo progetto con prototipo circa lo scooter a metano. Dovendo scegliere uno scooter con notevole spazio di carico per ospitare la bombola del gas e che garantisse affidabilità e sicurezza, ecco che il Benelli Adiva si è proposto come soluzione ideale . . .

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Scooter a metano, 100 km con 1 euro 

Dall'Istituto professionale per l'industria e l'artigianato "Leon Battista Alberti" di Rimini nasce una soluzione a basso impatto ambientale per circolare in città: lo scooter a metano. I primi esperimenti furono condotti su un esemplare di Benelli Adiva e i risultati furono subito interessanti: 100 km con 1 euro. 

Sfruttando lo spazio che gli scooter, a differenza di altri tipi di moto, presentano nella struttura delle loro carrozzerie, l'ingegnere Roberto Rossi, docente dell'Istituto Alberti, ha pensato di alloggiare le bombole di metano nel sottosella o sotto il piano d'appoggio per i piedi, in base al modello. 

Ciò ha comportato la realizzazione, in collaborazione con gli studenti, di componenti non esistenti in commercio, la miniaturizzazione di altri componenti e il loro adattamento ai parametri di funzionamento nei ciclomotori.

Un combustibile come il metano presenta notevoli pregi: un costo del 70% inferiore rispetto alla benzina; un significativo abbattimento delle emissioni in atmosfera; una rete di distribuzione in crescita; la reperibilità in Italia come risorsa naturale o dalla processazione di varie sostanze organiche di scarto; il contenimento delle emissioni acustiche. 

Inoltre, per le caratteristiche di bassa potenza e le dimensioni inferiori del motore, gli scooter a metano non hanno difficoltà a partire in inverno, diversamente dai veicoli a metano con motori di dimensioni maggiori. 

In più, nel caso si esaurisca il gas si può sempre ricorrere al carburante tradizionale: il metano offre, infatti, autonomia aggiuntiva e non sostituisce la benzina.

Il progetto è attualmente in fase di preindustrializzazione.

Da parte delle aziende costruttrici di scooter non c'è, infatti, ancora nulla di concreto. 

Ciò accade anche perché il Codice della Strada italiano non prevede l'utilizzo del metano per veicoli a due ruote, anche se di fatto non lo vieta. 

Per rimediare alla lacuna normativa la motorizzazione richiede una flotta di prototipi da sottoporre a test per percorsi di circa 5000 km ciascuno.

Tuttavia le aziende non possono impegnarsi nella costruzione perché i motorini non sono omologati dalla motorizzazione. 

Oltre alla carenza di aziende o gruppi interessati alla produzione commerciale vi sono problemi correlati all'assenza di componentistica specifica per veicoli a bassa cilindrata a metano.

fonte : www.scienzaegoverno.org

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adiva, lo scooter cabrio . . . conclusioni !

Subito prima dei commenti all'E.I.C.M.A. 2008 alla quale dedicheremo parecchio spazio (anche perchè Adiva sarà una delle novità più sensazionali, come abbiamo anticipato qui), concludiamo momentaneamente il discorso sull AD250 traendo le conclusioni finali.


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Diamo intanto merito ad Adiva di essere l'unica azienda italiana, se non mondiale, a percorrere tenacemente la strada dello scooter coperto (anzi, cabrio visto che è scopribile), e tutto ciò dibattendosi tra mille difficoltà di penetrazione del mercato (anche se crediamo che all'estero si stia togliendo molte più soddisfazioni che qui in Italia, vedi post).

Non solo proseguire la strada quindi, ma grande merito di sfornare innovazioni che potrebbero ampliare notevolmente il concetto di mobilità urbana, se, come crediamo e speriamo, il nuovo tre ruote "cabrio" avrà il successo di pubblico che sembra meritare.

Detto questo veniamo alle considerazioni finali del 250 :
lo sforzo per passare da un modello simile ad un prototipo (il primo Adiva Benelli) al prodotto finito è stato notevole ma ci sembra anche perfettamente riuscito; l'AD 250 è nuovo come ciclistica, come concezione e come propulsore ed è esattamente lo scooter che cerca chi vuole muoversi in città ogni giorno con ogni tempo.

Azzardo un paragone che ritengo azzeccatissimo : fate conto di andare in auto con i finestrini abbassati ma attenzione . . . senza tutte le turbolenze che soffrireste in questa condizione ed avete esattamente la sensazione che provate a pilotare un AD250, e vi assicuro che, dopo più di 2 anni di uso in ogni condizione (ed intendo temporali, allagamenti, nevischio, ecc) ho avuto modo di sperimentarne tutta la protettività.

La comodità e' tanta : la sella è di ottima qualità ed il fondoschiena è al riparo da dolori anche dopo molti chilometri, la posizione di guida è corretta e seppure le gambe non siano stese non si avvertono fastidi neanche dopo parecchia strada.
Anche il passeggero puo' contare su  di una vera poltrona con tanto di appoggiabraccia, mentre i piedi trovano il loro alloggiamento sulla prolunga posteriore della pedana; per quanto riguarda l'altezza dell'abitacolo (a tetto chiuso, ovviamente !) il vostro passeggero non tocca con il casco a meno che, ovviamente, non trasportiate abitualmente un cestista più alto di 180cm. 

Strumentazione chiara e visibilissima e parabrezza sempre pulito grazie al tergicristallo veramente da autovettura completo di spruzzatore lavavetro (trovatemi un altro scooter che garantisca altrettanta visibilità !), completano la sensazione di protezione offerta dall'abitacolo dell'Adiva, sensazione che rimane anche a tetto aperto, nonostante lo scooter, a parte il parabrezza imponente, assomigli in tutto e per tutto ad un due ruote "normale".

Per quanto riguarda la maneggevolezza, la definirei onesta per uno scooter di queste dimensioni, considerando che qualcosa bisogna pagare alla presenza del tetto che, pur non pregiudicando in alcun modo la pesantezza del mezzo, sicuramente alza il baricentro, ma, soprattutto, bisogna abituarsi al retrotreno certo piu' ingombrante e pesante che negli altri scooter che sposta gli equilibri soprattutto nelle manovre strette.

Ottima la frenata (2 dischi anteriori ed 1 posteriore !) ed il ripartitore sostituisce (quasi) l'ABS cosi' come niente da dire sulle sospensioni (ottime le anteriori).

Della capacità di carico abbiamo già parlato e così terminiamo parlando del motore, vera perla del mezzo.
Un propulsore potente, silenzioso, fluido e progressivo quanto basta e, soprattutto, tanto ma tanto affidabile grazie anche ad un collaudo di anni e di chilometri su molti altri mezzi.

Poco altro da dire se non che risulta anche parco nei consumi, nonostante il peso e l'ingombro aereodinamico della superficie vetrata; un motore sul quale fare sicuro affidamentoe con nessun altra pretesa che tagliandi regolari e manutenzione ordinaria.

Un'ultima aggiunta relativa al prezzo : certo non è lo scooter più economico ma, considerando i concorrenti (MP3 o ex BMW C1 ?) e soprattutto considerando la novità del progetto e la componentistica, il prezzo è sicuramente allineato allo standard del prodotto.

PREGI :
  • incredibile protettività da tutte le intemperie
  • tenuta di strada
  • capacità di carico
  • comodità anche in 2
  • ottimo motore con consumi contenuti
  • ottima frenata con ripartitore
  • ottime rifiniture
DIFETTI :
  • maneggevolezza alle basse velocità 
  • prezzo medio/alto



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assolutamente asciutti !


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Indubbiamente, a bordo di uno scooter coperto il riparo dalle intemperie è notevole anche se, come è ovvio, piccoli accorgimenti possono davvero evitarci anche solo di inumidirci.

Indichiamo due prodotti di una delle ditte leader di accessori per moto che, con minima spesa, ci permettono di affrontare qualunque precipitazione senza problemi.

Parliamo della tucano urbano e l'accessorio più importante è sicuramente il termoscud (vulgo : copertina per le gambe), un gadget indispensabile per coprire la parte piu' esposta se non alla pioggia obliqua, anche alle gocce provenienti dai gocciolatoi del tetto, per non parlare poi della utilissima funzione (spesso poco considerata) di coprisella, che permette di trovare sempre la sella (almeno la porzione del pilota) asciutta e pronta da utilizzare.

Se volete acquistarlo (il prezzo è abbordabile per tutte le tasche !), scegliete il modello che si adatta al vostro scooter dal sito della Tucano e tenete presente che, per l'Adiva, nel menu' a tendina del sito dovete selezionare come marca la Benelli (non è ancora stato fatto l'aggiornamento come ditta Adiva).

Il secondo gadget che consigliamo è senz'altro la giacca impermeabile "rain" della serie "nano".
Si tratta di una giacca corta del tutto impermeabile prodotta nei colori nero o rosso, che ha l'invidiabile caratteristica di trasformarsi un un pratico e piccolo sacchetto del peso di soli 180 grammi.
Alloggiarla nell'immenso baule posteriore o nel sottosella non è certo un problema ed a questo punto, impermeabilizzate braccia e gambe, non c'e davvero temporale che tenga . . .


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ed ora l'MP3 !

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Come promesso, apriamo un post se non proprio una sezione interamente dedicata all'MP3 della Piaggio : questo perchè, come giustamente evidenziato dai critici e dai commentatori all'uscita del nuovo e rivoluzionario prodotto della casa di Pontedera, l'MP3 rientra a pieno diritto nella fascia di scooter "tutto l'anno", tanto da essere in concorrenza (anche per il prezzo), con tutti gli scooter coperti che abbiamo trattato sino ad ora.

La sua innovativa e strabiliante caratteristica della doppia ruota anteriore lo pone in un settore del tutto diverso dalla maggioranza dei due ruote, i quali non possono più competere ovviamente in tenuta di strada, frenata e sicurezza attiva e passiva.

Cosicchè, l'ipotesi (anzi, la vera proposta come si vede in un nostro post precedente) di un tetto aggiunto allo scooter, lo vede completamente in competizione con gli altri coperti.

Da punto di vista innovativo, al di là dell'estetica anche se migliorabile comunque già gradevole, la vera rivoluzione del progetto è la sua estrema versatilità in ogni superficie tanto da far pensare al pilota (come succede negli scooter coperti), di entrare nell'abitacolo e non di salire in sella.

Sensazione che viene poi confermata durante la guida del mezzo, dove piegare nelle curve risulta praticamente altrettanto asettico che piegare la testa assecondando il volante in automobile, tanto è perfetto l'assetto delle due ruote anteriori basculanti ed indipendenti.

Del binomio anteriore beneficiano tutte le componenti della guida e non solo la sicurezza passiva (di fatto è quasi impossibile cadere di lato, considerando inoltre che lo scooter dispone da progetto di un blocco della sospensione anteriore azionabile dal manubrio, quindi sta in piedi da solo !!! ), i dislivelli della strada vengono assorbiti con noncuranza in quanto le due ruote anteriori sfruttano le sospensioni indipendenti e quindi mantengono l'assetto sempre orizzontale, inoltre la frenata viene ripartita su tre ruote e non su due, ma soprattutto viene ovviamente equilibrata sulle due ruote anteriori con spazi di arresto di gran lunga minori di ogni altro concorrente.

Si capisce quindi perchè possa considerarsi scooter tutto l'anno, in quanto eventi atmosferici come pioggia, vento ed addirittura ghiaccio (se non neve !), possono venir affrontati in maniera prima impensabile con un normale due ruote.

Per entrare in concorrenza con "i coperti" quindi, mancherebbe solamente l'abitacolo ; per la verità, i tecnici di Pontedera hanno inserito tra gli optional dell'MP3 un parabrezza maggiorato ed allungato all'indietro quasi sino a coprire il casco del pilota, ma ci sembra un tentativo parziale di copertura dalle intemperie, buona invece la soluzione del tetto fisso e non ripiegabile (anche se un po' "leggerino" vedi foto), anche se non avendolo visto negli optional elencati dalla casa, pensiamo trattasi di un esperimento ancora da perfezionare.




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il motore della AD 250

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. . . ed eccoci al motore della AD250.

Come nella serie precedente con la partnership della Benelli, anche questo è "made" in Piaggio : dall'affidabilissimo L.E.A.D.E.R. si è passati al supercollaudato QUASAR che, finalmente, rispetta il rapporto peso/potenza per motorizzare uno scooter di 176 Kg e di 210 cm di lunghezza.

E' un monocilindrico di 244 cc con 22 cv a 8000 giri e con una coppia massima di 20,2 Nm a 6000 giri, superaffidabile e stracollaudato dagli innumerevoli Beverly che motorizza (e chissà quanti altri scooter cinesi o coreani !).

Diciamo subito che, finalmente, la cilindrata e la potenza sono adeguate alla mole del mezzo e lo spunto è sufficiente per trarsi d'impaccio in ogni situazione.

La sensazione "dell'impiccato" che contraddistingueva il precedente Benelli-Adiva è completamente dimenticata : anche in due, si sente la potenza del propulsore e l'erogazione è fluida e senza buchi.

Anche da fermo lo spunto è notevole ed il motore gira sempre liscio anche alla velocità massima (circa 120 km/h considerando sempre l'ostacolo alla velocità rappresentato dalla notevole superficie vetrata); del resto, non è questo lo scooter con il quale cimentarsi in gare di velocità.

Il consumo lo definirei ottimo considerando la scarsa penetrazione aereodinamica : la media di 24/25 Km a litro è ottenibile anche dopo due anni di uso quotidiano e con percorrenze a velocità costante (superstrade o ampie statali), si raggiungono i 28 Km/litro senza problemi.

Ritengo il 250 cc la cilindrata sicuramente ideale per questo tipo di mezzo : non ho preso in considerazione il 125 cc perchè assolutamente sottopotenziato rispetto alla stazza (sicuramente, la motorizzazione minore è stata dettata soltanto dalla necessità di penetrare il mercato estero !).

Ultime considerazioni relative all'affidabilità del motore (dell'affidabilità generale parlerò più diffusamente nel post "conclusioni"!): come dicevo sopra, più di due anni di uso quotidiano non hanno evidenziato la minima sbavatura al motore, oltre ai tagliandi regolari mi "sono permesso" di aggiungere un pò di olio motore solo una volta (ma ho scoperto poi che non era stato stretto a dovere il tappo di ritegno !); per il resto, estate o inverno, un giro di chiave e via !

Al prossimo post per le conclusioni generali . . .

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Alle porte dell' E.I.C.M.A

Mancano pochi giorni a E.I.C.M.A 2008, una manifestazione che, in pochissimi anni, ha saputo ritagliarsi un'ampio consenso ed un notevolissimo interesse da parte dei costruttori e dagli utilizzatori delle due ruote (assolutamente due ruote, visto anche il rinnovato abbinamento con l'Expo Ciclo). 


Gli organizzatori hanno voluto quest'anno partecipare alle iniziative anti crisi stoppando il prezzo del biglietto alla cifra dell'anno scorso : 18 Euro che in assoluto non sono poche, ma vista l'importanza dell'evento e la possibilità, inclusa nel biglietto, di assistere anche alle manifestazioni esterne della 6 giorni di "Motolive", possiamo ritenerlo senz'altro un buon investimento.

Per quanto riguarda il settore scooter "coperti" la parte del leone sarà senz'altro rappresentata dallo stand "Adiva" (vedi il post sotto !) con il nuovo tre ruote coperto, ma ci aspettiamo anche qualcosa da Piaggio con l'MP3 con tetto versione definitiva e poi . . . staremo a vedere !!

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le motoambulanze !

ancora un utilizzo (estremamente utile) per gli scooter coperti : questi raffigurati


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sono in dotazione al soccorso stradale di un paese asiatico, ma anche qui da noi, e soprattutto in alcune province lombarde, sono all'opera queste miniambulanze che non devono impantanarsi nelle code cittadine e sono in grado di raggiungere sempre e comunque l'incidentato in brevissimo tempo per le prime terapie d'emergenza.
A quando una diffusione maggiore di questa intelligente soluzione ?


fonte : www.motoblog.it

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lo scooter . . totale ????

Sapevamo che qualcosa bolliva in pentola ed ecco la novità : sarà il definitivo ko per l'auto, almeno in città ?


SCOOP: nuova gamma ADIVA, anche a 3 ruote!

In Adiva hanno lavorato parecchio dall'anno scorso e ad Eicma 2008 presenteranno una gamma totalmente rinnovata, sia nelle versioni AD che AR e poi arriverà la configurazione definitiva del tre ruote di cui potete vedere la prima immagine in anteprima assoluta!

(clicca sulla foto per ingrandire )

Il modello classico è l'AD, lo scooter 'cabrio', con il tetto velocemente richiudibile nell'ampio baule posteriore, che subisce piccoli ritocchi e passa a tre motorizzazioni differenti 125, 200 e 400cc, tutti Euro 3 naturalmente. La grossa novità è però rappresentata dai prezzi, che nelle versioni di minor cilindrata dovrebbe aggirarsi sui 3900 e 4200 Euro, quindi decisamente interessanti.

Sarà poi finalmente disponibile anche la versione AR, definita 'Roadster',vista ad Eicma 2007 che può essere velocemente trasformata in scooter 'normale' rimuovendo il tetto ed il poggiaschiena posteriore. In pratica, ha due allestimenti 'stagionali', in inverno con tetto e schienale e in estate solo con il parabrezza. Rispetto all'AD poi, manca il baulone posteriore, ma al suo posto viene fornito un comodo trolley opzionale. Anche l'AR sarà disponibile nelle stesse motorizzazioni entro la fine del 2008.
E per chi vuole abbinare alla massima sicurezza 'meteo', anche la massima sicurezza dinamica, Adiva presenta la versione definitiva del 
3 ruoteanticipato ad Eicma 2007. La base è quella dell'AD, ma il musetto si è fatto più slanciato e finalmente verrà svelato il sistema basculante che lega le due ruote anteriori. Purtroppo non abbiamo ancora idea dei prezzi, anche perché la commercializzazione non è prevista prima di maggio 2009. 

Molta carne al fuoco quindi e anche tanta voglia di metterli alla prova prima possibile!


fonte : www.cyberscooter.it



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tettuccio, motoradio e comodità varie !

Proseguiamo l'analisi dell'Adiva AD 250 . . . il cruscotto, nel vecchio modello infossato e semicoperto dal manubrio, troneggia ora proprio al centro del parabrezza, ottimo il design e leggibile la strumentazione (tonda) con una bella sfumatura di blu notturna : tachimetro ed indicatore livello carburante, indicatore temperatura acqua, tutte le spie standard (non dimentichiamo il pulsante dell'hazard al centro del manubrio !) ed il moderno e luminoso display digitale.



Qui viene visualizzata sempre la temperatura esterna (utilissima nella stagione invernale !), l'ora, il contachilometri parziale e totale + spia pressione olio ed avviso del chilometraggio raggiunto per il tagliando. Le regolazioni sono possibili, come abbiamo già detto, con il pulsante "mode" sopra la manopola destra. Subito sotto il cruscotto sulla destra un capiente vano portaoggetti (ideale per portafoglio, cellulare, ecc. che sono al riparo da acqua, vento e . . sguardi superficiali ) e l'alloggiamento con sportellino di chiusura predisposto per  . . . la "motoradio".

Si perchè l'Adiva, giusto per la connotazione automobilistica dell'abitacolo, presenta il comodo alloggiamento per l'autoradio da abbinare ai due altoparlanti (anche questi non di serie, peccato !) che trovano la loro sistemazione già predisposta nel tunnel centrale all'altezza delle ginocchia, protetti da una robustissima grata.

Sembra una vanità inutile ma vi assicuro che, data la silenziosità dell'abitacolo protetto dalle superfici vetrate, nei trasferimenti sulle medie distanze un filo di musica non guasta affatto (guasta invece spararla a tutto volume nelle orecchie dei passanti quando si è fermi ai semafori !!). 

Ancora sotto, proprio a livello degli altoparlanti (e ginocchia), troviamo gli altri due vani portaoggetti del retroscudo, abbastanza capienti, aperti ma dotati di una linguetta di contenimento oggetti ed in quello di sinistra troviamo anche la presa da 12V per ricaricare il cellulare. 

Il blocchetto di accensione comanda anche lo sgancio baule posteriore (che poi si apre a mano) e lo sgancio sottosella. 

Notevole comodità è anche il bocchettone rifornimento carburante posto sulla fiancata posteriore destra con tappo a chiave : non avete idea di quanto sia comodo fare rifornimento senza dover scendere di sella ! Buona anche la posizione degli specchietti retrovisori (eleganti con gli indicatori di direzione integrati) che rimangono sempre sopra l'altezza del finestrino delle auto in coda.

Alle prossime per . . . il motore . . . 

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identikit dello scooterista . . . coperto !

Proviamo ora a tracciare a grandi linee l'identikit dell'acquirente (e pilota) di uno scooter coperto !



Mi baso sulla mia esperienza con questa scelta che mi ha visto dapprima automobilista, poi motociclista e successivamente scooterista (a cielo aperto) per poi votarmi assolutamente al tetto su due ruote.

Innanzitutto partiamo col dire che il soggetto in questione ben difficilmente è un ragazzino: generalmente si arriva alle due ruote con il tetto per necessità e spesso per coprire al meglio la tratta casa-lavoro.

Non è neanche un amante della velocità o delle prestazioni motociclistiche pure (oppure lo è, ma possiede anche un mezzo ulteriore con il quale sfogarle !), ed alle performance velocistiche predilige sicuramente la stabilità, affidabilità e protezione dalle intemperie.

E' anche una persona indipendente, con discreta apertura mentale e con una dose sostanziosa di ironia e dico questo non per autocelebrazione, ma perchè scegliere uno scooter con il tetto significa fare una scelta anticonvenzionale che contrasta con tutte le (ingiustificate) consuetudini soprattutto italiane di non distaccarsi mai dal concetto "ruote, motore e sella" e considerare con sufficienza e disprezzo ogni tentativo o progetto alternativo.

Chiaro che i mezzi in questione possano far inorridire i "puristi" del motociclismo, ma nessuno vuole paragonare questi utili scooter alle splendide due ruote da strada, da enduro, da cross o da pista che vediamo ogni giorno sulle strade !

Di sicuro possiamo dire che il nostro scooterista coperto è un individuo completamente sfinito dall'automobile o dai suoi derivati che, spesso, abbandona definitivamente per dedicarsi allo scooter 12 mesi all'anno.

Per quanto mi riguarda, soprattutto durante una giornata di pioggia, provo grande soddisfazione nel risalire tutte le file di auto in sosta ai semafori con il mio tergicristallo in funzione e con appena qualche goccia sulla giacca a vento; e considerando il caos che si crea nelle città soprattutto quando piove (a proposito : ma perchè bastano quattro gocce d'acqua per rincitrullire l'80% degli autisti cittadini ?) non mi cambierei con un automobilista per tutto l'oro del mondo !

Certo nel mio caso, vivendo nel levante ligure, non ho problemi di neve, ghiaccio o freddo intenso e capisco coloro che in certi periodi sono obbligati a lasciare lo scooter parcheggiato, ma per la maggior parte dell'anno . . . . ! 

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prezzi degli usati . . . coperti !

Parlare di quotazioni dell'usato relative agli scooter coperti non è propriamente un compito facile, anche perchè gli unici 2 scooter veramente coperti sono da tempo fuori produzione e l'ultimo nato (l'Adiva AD series), è piuttosto giovane per avere un consistente mercato dell'usato comunque . . . tenteremo.


Bisogna anche considerare che, generalmente, i possessori di scooter di questo tipo sono utilizzatori di nicchia che tendono a conservare il mezzo per parecchio tempo : l'usato è così davvero poco presente sul mercato.
Partiamo dal BMW C1  che conta ancora parecchi appassionati (vedi sito del club). 

Pur essendo fuori produzione dal 2003 ha ancora una quotazione importante dovuta in buona parte al prestigio del costruttore,
diciamo che indicativamente possiamo valutare per l'usato datato 2003 : 
  •  C1 125cc = € 1400/1800
  •  C1 125cc executive = € 1750/2150
  •  C1 200cc = € 1600/2000
  •  C1 200cc executive = € 1950/2350
(la versione Executive si differenzia da quella standard per la vernice metallizzata di serie, il kit portatutto, le retine portabagagli, il supporto per il cellulare, il cono di luce per la lettura all'interno dell'abitacolo).

Inutile dire, (ma diciamolo !), che queste quotazioni dipendono moltissimo dal grado di manutenzione del mezzo e decrescono notevolmente con l'allontanarsi dell'anno di immatricolazione.

Per quanto riguarda l'Adiva-Benelli  il discorso è ancora piu' complesso in quanto
non ha dalla sua il prestigio di una casa come BMW e quindi, nonostante la produzione si sia protratta sino al 2005, l'usato risente pesantemente sia dell'handicap sopra descritto sia dell'immissione sul mercato del suo successore sotto altra marca, ma praticamente ultimo figlio della stessa famiglia e notevolmente aggiornato e migliorato.

Diciamo che la quotazione di un Adiva-Benelli 150cc (la cilindrata in assoluto più diffusa in Italia) parte da un massimo di 950/1000 Euro per un mezzo in perfette condizioni, poi a scendere !
Per quanto riguarda l'Adiva Ad series nuovo nato , commercializzato a partire dal 2006 (prezzo di listino € 5.588), indicativamente possiamo valutare un buon 2006 intorno ai 3500 Euro per arrivare ai 4500 Euro di un 2007.
In questa rassegna non vogliamo comunque dimenticare il PEUGEOT Elystar , tentativo (piuttosto ingombrante !) della casa francese del quale si sa poco e niente (parliamo ovviamente della versione con tettuccio !) e del quale non abbiamo praticamente quotazioni se non quelle ufficiali della Peugeot relativa alla versione standard (senza tetto).

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progetti . . . coperti !


Per l'etichetta "progetti" riportiamo un tentativo della Teca Technologies mai passato alla produzione.


Il progetto risale al 2000, e come si vede aveva raggiunto un livello di sviluppo piuttosto avanzato, ma anche in questo caso non si è passati alla produzione.

La base di partenza è sicuramente una moto di media cilindrata, come s'intuisce dalla ruota anteriore e il risultato estetico è tutto sommato piacevole. 

Quello che stupisce maggiormente è la posizione di guida protesa in avanti, con le gambe arretrate che si intravedono fuoriuscire dalla carenatura.

Un escamotage per ridurre l'area frontale, favorendo la penetrazione aerodinamica e al tempo stesso permettere l'equilibrio del veicolo una volta fermo. 

Certo è che non dà l'impressione di grande comodità.

In compenso la protezione dalle intemperie è totale (piedi a parte) e secondo le indicazioni del progettista, la carenatura in fibra di carbonio a nido d'ape è sufficientemente robusta da riparare il pilota anche in caso d'incidente. 

Per questo motivo non era previsto abbigliamento protettivo e neppure il casco, ma le cinture di sicurezza si, un po' come accade nella BMW C1. 

Al posto di guida si accedeva sollevando la parte posteriore, dove era anche possibile stivare un minimo di bagaglio.

fonte : www.cyberscooter.it

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Un altro tetto !

Per quanto riguarda l'MP3 apriremo un capitolo a parte in quanto, pur non essendo uno scooter coperto o copribile, si avvicina moltissimo al concetto di scooter "totale" o comunque utilizzabile per tutti i 12 mesi, grazie alle sue caratteristiche innovative che ne fanno un mezzo adatto ad ogni superficie e quindi sicuro anche durante la stagione bagnata o ventosa (o peggio ancora ghiacciata !).

Nell'allestimento della foto si è tentato comunque di creare anche un riparo dalla pioggia, sicuramente lodevole l'iniziativa anche se la struttura sembra abbastanza approssimata e non si sa quanto possa effettivamente riparare, comunque  . . . vedremo !

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ancora l'AD 250 !

Anche le sospensioni sono un altro mondo rispetto al precedente : all'anteriore la forcella Ceriani è una garanzia assoluta, mentre 2 ottimi ammortizzatori posteriori con regolazione del precarico a 5 posizioni garantiscono tenuta ed equilibrio (e viste le dimensioni del retrotreno, si capisce che debbano svolgere un lavoro egregio).


Per quanto riguarda la frenata, sono stati fatti passi da gigante anche in questo settore : il doppio disco Brembo all'anteriore da 260 mm ed uno al posteriore da 240 mm garantiscono spazi di arresto interessanti coaudivati anche dalla frenata ripartita (la leva sinistra comanda un disco anteriore ed il posteriore, mentre la leva destra comanda il secondo disco anteriore). La frenata e' modulabile e potente, l'unico appunto è relativo alla distanza delle leve dalla manopola del manubrio, comode solamente a chi ha mani piuttosto lunghe.

Anche le ruote (a proposito : i cerchi a mio parere sono bellissimi !) trasmettono sensazione di stabilità e assetto e la dimensione maggiorata rispetto al precedente modello (ora sono da 14") aiuta senz'altro la tenuta di strada; nessun appunto sugli pneumatici Dunlop di serie.

                                                                   

Come abbiamo gia' detto il manubrio è piuttosto piccolo (opzione che personalmente prediligo !), quindi estremamente maneggevole nelle curve strette o in manovra; i comandi al manubrio sono molto chiari e facilmente individuabili, sulla sinistra troviamo la piccola leva per lo spruzzatore liquido lavavetro (eh si, non dimentichiamo che abbiamo il tergicristallo !), il comando indicatori di direzione (a proposito, la fanaleria posteriore è sicuramente tra le più sicure : sia le dimensioni dei gruppi ottici, sia il loro posizionamento parecchio in alto consentito dalla conformazione dello chassis, garantiscono una visibilità passiva posteriore eccellente !), il pulsante clacson ed il pulsante ana/abbaglianti (il lampeggio non ha molla di ritorno ma è sufficiente una normale sveltezza del pollice per un rapido on/off !), sulla destra troviamo invece il pulsante dello starter (avviabile ovviamente tirando in contemporanea una delle leve dei freni ma . . . che lo dico a fare ?), la piccola levetta che comanda il "mode" per il display multindicatore del cruscotto, il pulsante per il tergiscistallo a due velocità e . . . il comando on/off della ventola del RISCALDAMENTO !

Avete letto bene : dal momento che l'AD  è stato progettato in modo da riprodurre l'abitacolo dell'automobile, perchè non dotarlo anche del riscaldamento ? Ai due lati del cruscotto troviamo infatti due bocchette richiudibili di stampo completamente automobilistico che si abbinano ad altre due poste nella parte bassa del tunnel centrale (in corrispondenza dei piedi del pilota) che ad una pressione del tasto ed all'entrata in funzione della ventola emettono . . aria calda in tutto l'abitacolo ! (e quelle sul cruscotto particolarmente in corrispondenza delle mani del pilota !)

. . . continua . . .

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il tetto gonfiabile ??

Se non ne avete ancora sentito parlare,
ecco una delle ultime soluzioni sfornata da una ditta italiana per ripararsi dalla pioggia . .
. ok per l'iniziativa e la proposta, ma da questo ad uno
scooter coperto od a proporsi come valida
alternativa . . . ce ne corre !!!!!


Lisitop, un tetto
per lo scooter

Sta nel bauletto e si usa sullo scooter in caso di pioggia: non è un giubbotto, ma un vero e proprio tetto, che si gonfia in pochi secondi sfruttando i gas di scarico del motore.

L'idea arriva dalla Lisitop che ha messo a punto una copertura da agganciare sulla parte superiore del parabrezza e poi sul bauletto. In vendita al prezzo di 175 euro (ma per i maxi scooter viste le dimensioni si arriva a 240) questo tettuccio gonfiabile ha anche il grande vantaggio di non incidere sulla stabilità del mezzo: è leggerissimo e non pesa quasi nulla. In questo modo non sbilancia lo scooter e - soprattutto - può essere montato senza dover riprogettare e riomologare il veicolo. Niente a che vedere quindi con l'idea della Bmw C1 o della Benelli Adiva.

Disponibile solo di colore nero, il Lisitop ha un supporto rigido di fissaggio al veicolo in polipropilene ad aggancio rapido, e anche una serratura antifurto. Il suo tessuto è un robusto poliuretanico telato, mentre per evitare goffe esplosioni (in fondo si gonfia con un paio di colpi di gas) c'è anche una valvola che si apre quando la pressione è troppo forte. L'unica accortezza da usare una volta in sella è quella di non superare i 70 Km/h di velocità massima. Un limite fin troppo alto visto le difficili condizioni atmosferiche in cui il lisitop verrà utilizzato.


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. . . parabrezza bagnato ?




ED ECCO UN ALTRO TENTATIVO . . . CHE NE DITE ? VOLETE PEDALARE ANCHE IN SCOOTER ?

Una semplice quanto funzionale soluzione alla scarsa visibilità del parabrezza in condizioni di pioggia è stata presentata al salone del motociclo da Superauto F.lli Biondi. Si tratta di tergicristallo per scooter da installare su qualsiasi tipo di parabrezza.

big_Tergibreeze_1.jpg

Subito direte:"ci avevo pensato anche io!", e a ben guardare non è nemmeno l'unico sistema in commercio di questo tipo, però è l'unico prodotto aftermarket realizzato in serie e sviluppato attraverso studi specifici e non un adattamento di prodotti automobilistici. Inoltre non necessita di collegamenti all'impianto elettrico in quanto è azionabile a pedale.
Una volta riscontrata la sua efficienza potremo dire che è una buona innovazione in fatto di sicurezza.

big_Tergibreeze_2.jpg

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lo scooter cabrio


L'Adiva (serie AD per la precisione), è davvero uno scooter cabrio, totalmente coperto nel periodo invernale così come scoperto e gradevole durante l'estate.

Le differenze dal precedente modello sono notevolissime, e non tanto dal punto di vista estetico ( rimane la concezione di uno scooter con una struttura vagamente "a uovo" che integri pilota e passeggero in un "ovale" ideale) quanto dal punto di vista strutturale,  meccanico e ciclistico.

Innanzitutto allungando il passo dello chassis si è dato finalmente un comodo alloggiamento al passeggero, che ora risulta seduto come in poltrona, con sufficiente spazio per le gambe ed appoggiato con schiena e braccia all'ampio schienale posteriore costituito dal retrobaule dotato addirittura di cuscino sagomato.

Il pilota non vien piu' infastidito nei movimenti ed inoltre, trovandosi alla sua stessa altezza, il passeggero non riceve aria in faccia (sfrutta anch'egli l'ampio parabrezza) e risente molto poco dei vortici sulla schiena, parati dal baule.

La sella è ben imbottita, larga e massiccia quanto basta e l'appoggiareni che la divide in lunghezza risulta quanto mai efficace per la povera schiena dell'autista.

Sotto la sella (se ne apre solo la metà anteriore), finalmente l'alloggiamento per il secondo casco (jet) e per i documenti.

                                          

Tutta la struttura risulta ben costruita e le plastiche sono di ottima fattura : il frontale presenta un disegno aggressivo e finalmente i due fari "ad insetto" garantiscono un'illuminazione automobilistica in ogni condizione.

Le dimensioni aumentate in lunghezza sono state ritoccate anche in larghezza senza pregiudicare la maneggevolezza, ma creando un abitacolo confortevole e soprattutto ampliando la porzione vetrata a copertura dalle intemperie.

Il parabrezza (di derivazione areonautica come nel precedente modello), è largo e resiste senza problemi al passaggio del tergicristallo a pantografo ora a 2 velocità (e credetemi . . . se ne sentiva la mancanza della seconda velocità !) ed abbinato ai due deflettori laterali (che anche nel modello precedente più che consigliabili erano quasi obbligatori per una protezione completa), lascia davvero le intemperie fuori dal . . plexiglass. 

Il tetto (prima abbastanza striminzito), ora è largo a sufficienza per proteggere le spalle di corporatura anche robusta, ma se volete davvero l'effetto protettivo dell'abitacolo automobilistico, fate come me : aggiungete al tetto anche i due deflettori di fabbrica . .  non lo riporrete piu' se non smontandoli ma . . . . niente acqua neanche fermi al semaforo !

Il tetto, a differenza del precedente, si piega a pantografo in piu' punti supportato ora da 2 pistoncini ad olio per una chiusura dolce e sicura, ed ha la particolarità di poter essere totalmente smontato (2 bulloni) con facilità nella stagione estiva per ottenere una conformazione del tutto simile ad uno scooter normale mantenendo però una invidiabile capacità di carico nel baule.

Il quale baule, rivestito interamente di moquette, carica . . . l'impossibile (90 litri) e se abbiniamo questa capacità di carico ai 3 vani ricavati nel retroscudo anteriore ma soprattutto al vano destinato al passeggero, (ricordo che oltre alla seduta puo' contare su una completa parete di appoggio e sulla tenuta laterale fornita dai due appoggiagomiti), non abbiate difficoltà a credere che . . . ho fatto un minitrasloco solamente con lo scooter !!!!!!
                                                                   
  
. . . continua . . .

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il vero tetto !

La Benelli, (chi segue le moto lo saprà bene), dal punto di vista societario non ha avuto vita facile in questi ultimi anni : sono intervenuti in extremis i cinesi che, con un consistente apporto di capitali, hanno evitato il crack di una delle più antiche case italiane.

Probabilmente l'Ing. Pozio aveva sentito tirare brutta aria e da tempo aveva gradualmente ritirato il suo progetto dal colosso di Pesaro per iniziare l'avventura della costruzione in proprio.
Nasce quindi la Adiva Spa con sede in provincia di Benevento, che inizia a studiare una evoluzione del primo progetto credendo fermamente nello sviluppo di quello che poi chiamerà "commuter urbano", e che sarà poi presentato ufficialmente all'E.I.C.M.A. del Novembre 2005.
Si tratta di una creatura completamente diversa dal precedente, che persegue tenacemente la filosofia dello scooter "ognitempo" e che si pone come validissima alternativa, se non addirittura come sostituto, dell'automobile. 
Varato inizialmente nella sola motorizzazione 250 cc, viene poi affiancato dalla solita versione 125 cc rivolta essenzialmente al mercato estero.

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il bello ed il brutto . . .

Parliamo ovviamente dell'Adiva-Benelli, 
primo vero scooter cabrio e, pur osannando l'intraprendenza ed il coraggio di un progetto tanto innovativo, proviamo a segnalarne pregi e difetti.

Pregi moltissimi :

a parte il design estetico che risulta essere estremamente soggettivo (a me è piaciuto da subito per il frontale abbastanza aggressivo e per lo sforzo fatto nell'equilibrare un disegno difficile come inserire il baule portatetto posteriore nello chassis), lo scooter mostra una maneggevolezza notevole anche a tetto aperto e quindi con baricentro forzatamente più alto.

La seduta è abbastanza comoda anche se spartana con pedana bassa che costringe a rannicchiare le gambe solo ai piu' alti; la protezione, ovviamente, non ha eguali : il parabrezza fisso è ampio ed i due montanti che lo sorreggono spariscono alla visuale con un minimo di abitudine; completato quasi d'obbligo con i due deflettori laterali, garantisce una cupola anti intemperie davvero efficace. 

Il manubrio piccolo (che io ho sempre apprezzato), favorisce la maneggevolezza, pur essendo completo di tutte le dotazioni standard (leve freni, comando starter, comando luci, lampeggiatori di direzione, clacson e hazard d'emergenza).

                            

La capacità di carico è notevole soprattutto a tetto aperto (che rende quindi libero tutto il gavone posteriore !), completata poi da due tasche nel retroscudo risulta senz'altro superiore ad ogni altro scooter di pari categoria.

La dotazione di serie e' abbastanza completa, se consideriamo anche la presa da 12V alloggiata in uno dei 2 gavoni del retroscudo, la visibilità e' buona (una volta abituatisi ai montanti piuttosto spessi) ed aiutata moltissimo dal tergicristallo a pantografo (piccola nota : inizialmente anch'io ero scettico sulla resistenza del parabrezza ai ripetuti passaggi della spazzola tergicristallo . . . mi sono dovuto ricredere, il materiale e' davvero di derivazione aereonautica come dice la casa ed offre la stesa resistenza di un'automobile !) , le sospensioni fanno il loro onesto mestiere (bene all'anteriore la forcella Ceriani) ed il meccanismo di apertura/chiusura con ripiegaggio del tettuccio è un piccolo capolavoro di velocità e robustezza.

 

La frenata e' garantita da 2 dischi (uno davanti ed uno dietro) particolarmente efficienti ma solo se sollecitati con forza.

Poi abbiamo il motore  . . . come già detto non eccellente in brillantezza (dato anche il peso del mezzo) ma incredibilmente affidabile, quattro tempi pronto in ogni condizione e che ti puo' spingere sino a 110 km/ora (anche se , aumentando la velocità, la resistenza all'aria del tettuccio e della massa in genere comincia a sentirsi), diciamo che 100 cc e qualche cavallo in più avrebbero reso anche il primo Adiva molto più commercializzabile. 

Riassumendo : 
  • robustezza
  • affidabilità motore
  • grande capacità di carico
  • incredibile protezione dagli agenti atmosferici
  • notevole maneggevolezza

I difetti : 

diciamo che dobbiamo vedere questo prodotto come l'apripista di un settore che ha sicuramente ancora molto da dire (visto la progressiva invivibilità delle nostre città per quanto riguarda l'utilizzo dell'auto), quindi sicuramente perfezionabile pur avendo già doti ben definite. 

Detto questo possiamo sicuramente muovere appunti alla comodità sulle medie distanze (la sella è davvero spartana e poco imbottita), la mancanza di uno schienalino o di un appoggiareni per il pilota (sembra niente ma ne sentivo talmente la mancanza da aver costruito un cuscino in tinta con la sella da fissare con bottoni automatici al bauletto per riposare la schiena, vedi la foto !),


la frenata è troppo morbida, si ottiene solo pinzando a fondo e con forza, la fanaleria è decisamente insufficiente, soprattutto l'anteriore è davvero carente, una strada buia è quasi impercorribile senza rischi, il passeggero (per quanto protetto dal tettuccio come il pilota) risulta davvero sacrificato, disturbando parecchio anche il guidatore ; la strumentazione, seppur completa, è infossata nel cruscotto e parzialmente coperta dal manubrio, manca un alloggiamento per il secondo casco e poi del motore . . . abbiamo già detto, per quanto l'affidabilità e la durata siano fuori discussione.

Riassumendo : 
  • sella scarna e scomoda per due
  • fanaleria insufficiente
  • motore sottopotenziato
  • frenata migliorabile

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il tetto a scomparsa !



Il problema comunque era risolto solamente in parte, la cellula del BMW C1 rigida era e rigida restava : anche in pieno sole giravi con il tuo bel tetto duro sulla testa (e con il tuo passeggero appeso dietro come una "cozza"!). 


La vera rivoluzione, il vero scooter "cabrio" quindi, doveva ancora arrivare : ci ha pensato l'ingegner Nicola Pozio che per primo, alla trasmissione I cervelloni, ha presentato un prototipo di scooter cabrio, scoperto quindi ma copribile all'occorrenza con un tettuccio semirigido da portare sempre con se all'interno di un bauletto concepito come un naturale prolungamento dello scooter. 

In pochi credettero a quell'esperimento data anche la naturale riottosità degli italiani in genere, pronti ad accettare mode stravaganti quasi su tutto (e soprattutto se di importazione estera !), ma estremamente restii ad abbandonare il concetto di scooter tradizionale ("cosa diranno i miei amici se giro con questo affare con il tetto ?").

Solo l'italianissima Benelli, grazie alla lungimiranza dei dirigenti, prese in considerazione il progetto e, apposto il marchio della casa, iniziò la produzione e commercializzazione del primo Benelli-Adiva (la piccola ditta costituita dall'ing. Pozio).
L'innovazione era totale, anche perchè il passeggero qui era interno all'abitacolo ed anch'egli con un tetto sulla testa !

Motorizzato con un propulsore L.E.A.D.E.R della Piaggio (collaudato motore affidabilissimo anche se non proprio brillante !), venne proposto nelle versioni 125 cc (soprattutto per il mercato francese o straniero in genere), e 150 cc (quest'ultima cilindrata molto più adeguata alla stazza ed alla caratteristiche del mezzo).

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coperti !

esatto . . . ! soprattutto scooter coperti oppure piu' protettivi possibile, in modo da far rimpiangere poco l'automobile !
I primi esperimenti di questo tipo sembravano piuttosto disegni di un inventore eccentrico : trabiccoli traballanti che davano l'impressione di potersi sfasciare da un momento all'altro; d'altronde bisognava fare i conti anche con l'inevitabile resistenza all'aria di qualunque carenatura abbastanza imponente da poter riparare almeno il pilota del mezzo.




Poi, la progressiva difficoltà di circolazione delle nostre città e la crecente necessità di mobilità veloce ed economica ha portato ai primi progetti seri ed ai primi veri scooter a protezione totale.
La prima grande azienda a prendere in considerazione l'idea è stata BMW con la sperimentazione e successiva commercializzazione del modello C1, varato nelle versioni 125 e 200cc







Il mezzo portò una vera rivoluzione nel panorama delle due ruote anche perchè, grazie alla cellula di sicurezza che costituisce l'abitacolo (collaudata con il crash-test), rimane ancora oggi l'unico motociclo che è possibile guidare senza casco (ma con l'obbligo delle cinture di sicurezza per rimanere aderenti, appunto, all'abitacolo a prova di urto).


Piuttosto macchinoso nei movimenti a bassa velocità, con un baricentro necessariamente alto visto lo sviluppo in altezza di una struttura consistente dal punto di vista del peso e della robustezza, presenta una ulteriore caratteristica, (personalmente molto criticabile), del trasporto esterno del passeggero che deve alloggiare obbligatoriamente sullo strapuntino posteriore esterno all'abitacolo, avvinghiato all'abitacolo tramite due maniglioni appositi e . . . con il casco !


A parte queste caratteristiche, il mezzo ha avuto un discreto successo decretato anche da una notevole qualità costruttiva (BMW è una garanzia !) e dalla novità del progetto (anche se il prezzo non è mai stato sicuramente tra i piu' economici!).


Conta ancora schiere di appassionati (anche se non è più in produzione da parecchio tempo) che hanno anche un club dedicato : http://www.bmwc1club.com/

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