CI RIPROVIAMO !

CI RIPROVIAMO !
Dobbiamo assolutamente discutere e confrontarci sul destino degli scooter coperti !

Nuovo sito ADIVA Spa !

Come anticipato in un post precedente, ecco online il nuovo sito di ADIVA Spa  (http://www.adiva.it).

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Molto bella la grafica e l'impaginazione, efficiente il motore grafico e ricco di immagini e dettagli dei nuovi modelli.

Ricca anche la sezione download, con la possibilità di scaricare la brochure dei modelli, i manuali (utilissimo !) e gli eleganti wallpapers, nonchè il link . . . al nostro BLOG !!!

Come immaginavamo, esce dalla produzione la cilindrata 250cc per fare spazio al 125 e 200cc, con la punta di diamante del 400cc, vero motore indistruttibile e che ci sentiamo senz'altro di consigliare per rafforzare, nella gamma Adiva e nella serie AD in particolare, tutta la vocazione turistica che uno scooter così protettivo e affidabile può garantire.

La gamma include e rende giusto risalto anche alla serie AR che, se pur progettata per approcciarsi al mondo Adiva, offre qualità e tecnica come i modelli superiori, con l'ulteriore optional del tetto che ne fa uno scooter nettamente più avanti degli altri pari categoria.

Da notare anche la presentazione dell'anteprima del 3 ruote , che sarà presente sia nella gamma AR che nella AD : verrà commercializzato non prima dell'autunno 2009.

Ci piace molto anche l'introduzione del pratico form per i contatti, chiaro e lineare : utilizzatelo per tutte le informazioni che desiderate, possiamo assicurare (per esperienza personale !) che Adiva ha molto a cuore il rapporto con l'utenza e leggerete la vostra risposta in giornata o quasi !

Buona navigazione !

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sapete qual'è l'ostacolo più grande allo scooter d'inverno ?


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La neve direte voi, il ghiaccio, diranno alcuni, la pioggia faranno eco altri . . . ebbene no : l'ostacolo più grande è la nostra PIGRIZIA !

Certo, in alcuni giorni o periodi, e soprattutto in certe città generalmente del Nord Italia, alcuni degli elementi climatici citati sopra sono davvero preponderanti ed insormontabili (non solo per lo scooter, spesso anche per l'auto o altri mezzi !), ma per la maggior parte dell'anno, ecco il quarto elemento : pigrizia !

Pigrizia che comincia a manifestarsi verso la metà di Ottobre con le prime pioggie e con i primi spifferi d'aria fredda quando, per coloro che hanno garage o rimessa, sembra arrivato il momento di ricoverare lo scooter, scollegare la batteria e ricoprirlo con il classico telone di plastica ; per gli altri che parcheggiano vicino a casa poco cambia : coloro che non possono ricoverarlo da amici o parenti scelgono un buon parcheggio pubblico e, pur non palesando la stessa cura per non incentivare il furto ("questo scooter è abbandonato da tempo . . rubiamolo che il proprietario non se ne accorgerà nemmeno !"), lo lasciano al suo destino visitandolo ogni tanto per controllare che ci sia e magari dargli "una messa in moto !"

Si comincia a pensare che il calore dell'abitacolo dell'auto è meglio dell'aria fredda sul viso, che la pioggia ci bagnerebbe continuamente, che il vento ci farebbe ondeggiare e . .  via di questo passo !

Ora, indipendentemente dall'età del pilota, con l'abbigliamento da moto odierno si può affrontare ogni tipo di avversità atmosferica e almeno nel caso degli scooter coperti, posso assicurare che ci si bagna molto di più nel salire e scendere dall'auto con l'ombrello (comodo, vero ?), senza contare la distanza da percorrere a piedi dall'auto alla meta che è inevitabilmente molto più lunga che con lo scooter (si riesce a parcheggiare sempre nei pressi della nostra destinazione !).

Non dimentichiamo poi che nella stragrande maggioranza dei casi parliamo dell'uso quotidiano del mezzo, con distanze limitate al tragitto casa-lavoro, casa-palestra, ufficio-centro città, ecc. distanze quindi che non sono viaggi transiberiani per i quali l'auto si renderebbe ovviamente necessaria, ma percorsi tranquillamente copribili con i nostri due ruote.

E lo stress da traffico dove lo mettiamo ? e i tempi di percorrenza allungati enormemente (code !) dove li mettiamo ? e lo stress da parcheggio (introvabile !) dove lo mettiamo ? ed il risparmio in termini di manutezione del mezzo e carburante dove lo mettiamo ?

e poi ancora . . . avete mai fatto caso che i motociclisti fermi ai semafori non sono sottoposti alle avances dei lavavetri, dei venditori ambulanti, dei parcheggiatori più o meno abusivi, ecc. (con tutto rispetto per queste categorie che cercano di procurarsi un reddito offrendo un minimo di servizio, non possiamo certo negare che con la loro ripetitività ed insistenza contribuiscano a creare stress ulteriore in un ambiente già pesantemente nervoso come quello del traffico cittadino !).

In conclusione, considerate seriamente la possibilità di munirvi di una buona giacca a vento impermeabilizzata (ne esistono di tutte le qualità e prezzi !), dell'indispensabile Termoscud (copertina per le gambe) necessario non solo per il freddo agli arti inferiori, ma soprattutto per ripararvi dalla pioggia dalla vita in giù, di un paio di buoni guanti da moto e . . . IN SELLA !

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parabrezza rigato e bagnato !


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Sappiamo tutti che, in scooter, la visibilità in ogni condizione è un fondamentale elemento di sicurezza al quale dovremmo non rinunciare mai.

L'ideale sarebbe una visibilità pari a quella garantitaci dal parabrezza dell'automobile, mai rigato, reso asciutto dall'interno a mezzo delle bocchette di areazione e pulito all'esterno dal continuo passaggio dei tergicristalli, condizioni che, negli scooter non si verificano mai !

Per vari motivi ho provato di recente alcuni scooter di varie marche (tutti rigorosamente usati da tempo !) e le condizioni di visibilità dei parabrezza sono davvero pericolose : quando non è rigato è sicuramente opacizzato dal tempo o dallo sporco (non lo si può pulire ogni volta che si sale sullo scooter !) e se di giorno si riesce ancora ad intravedere decentemente la strada, di notte e con i fari delle auto contro, ho dovuto mettere la testa fuori !

Non parliamo poi della pioggia, che rende impossibile la visibilità già in piena luce e senza fari al contrario, per trasformare poi il viaggio notturno in un procedere quasi alla cieca.

Per la verità, prima di questa prova, non credevo di incontrare un disagio così marcato nella visibilità, abituato come sono ai parabrezza degli scooter coperti che, in quanto dotati dalla casa di tergicristallo e concepiti come elemento strutturale della moto (e quindi non aggiunti a richiesta), godono di una progettazione e di una realizzazione molto curata che li rende appunto funzionali come quelli delle automobili.

A bordo dell'Adiva (come a bordo del C1 BMW), certo non ci sono questi problemi in quanto il vetro anteriore è di derivazione areonautica e quindi resistente all'infinito al passaggio del tergicristallo (e resistente perciò anche ad altre asperità !) : non si riga, non si opacizza, e il microclima che si forma all'interno dell'abitacolo degli scooter coperti (senza contare l'opzione del riscaldamento abitacolo offerta dall'Adiva !) non permette l'appannamento del vetro od altre forme di annebbiamento. 

La pioggia ed i fari contrari non sono mai un problema in quanto il tergicristallo (spesso a due velocità) svolge un lavoro perfetto come nelle auto e non dimentichiemo anche la sicurezza data dai montanti laterali, questo perchè la struttura fissa e rigida del parabrezza ne impedisce flessioni o movimenti che sono poi la causa di incrinature, graffi ed anche rotture (alzi la mano chi non ha mai sostituito un parabrezza !).

In conclusione, se avrete occasione di provare uno scooter con parabrezza fisso vedrete la differenza, ricordando sempre che una buona visibilità (unita ad una buona illuminazione della strada), è uno dei più importanti requisiti di sicurezza soprattutto in moto.

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Scooter e 2009 !

Un piccolo post di saluto e speriamo beneaugurante per tutto il 2009 !


Cogliamo l'occasione per annunciare che è in preparazione il nuovo sito di Adiva Spa che dovrebbe apparire on line a breve:  presumiamo avrà lo stesso url (www.adiva.it) e sicuramente conterrà informazioni e schede sull'attesissimo tre ruote da 400cc. 

Il sito pensiamo riepilogherà anche la gamma che ricordiamo composta da AD125, AD200 e AD400 (come già anticipato, non è più presente la cilindrata 250cc) e dovrebbe venir data visibilità anche all'altro prodotto di casa Adiva, l'AR "roadster", simile nelle motorizzazioni al fratello Ad ma privo di tetto e baule posteriore (il primo, pero', ottenibile a richiesta) e commercializzato anche nella versione base senza tergicristallo e deflettori (rimane il parabrezza protettivo), per abbassare il prezzo di vendita.

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foto : cyberscooter.it

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