CI RIPROVIAMO !

CI RIPROVIAMO !
Dobbiamo assolutamente discutere e confrontarci sul destino degli scooter coperti !

ci piace . . . non ci piace . . .

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Chiusa con affluenza record E.I.C.M.A. 2010, non possiamo esimerci dal commentare il prodotto che tutti aspettavamo : l' ADIVA AD3 !


E' comunque ancora un commento parziale in quanto quello visto in fiera rimane ancora una volta un prototipo, certo molto più aderente al prodotto finito di quanto proposto due anni orsono, ma comunque non ancora la versione che cavalcheremo (speriamo) a partire dalla prossima estate.

Diciamo subito che è lo scooter più automobilistico che ci sia, concepito davvero come una seconda auto e, come tale, dovrebbe essere considerato.

Ci piace . . . .

la linea aggressiva : bello il frontale ribassato che integra le doppie ruote anteriori in una carenatura di tipo, appunto, automobilistico.

La carreggiata è contenuta e il mono ammortizzatore visto in fiera all'avantreno verrà poi sostituito da un doppio braccio (rispondendo in questo modo ai tanti lettori che avevano espresso dubbi circa la robustezza del mono supporto !).

La pedana si è abbassata e, in concomitanza con il livellamento posteriore della sella che permette al pilota di retrocedere a piacimento, favorirà e accontenterà anche i piloti più alti (risolvendo quindi un altro quesito espresso dai lettori !).

Nonostante cio' e nonostante l'interasse sia stata notevolmente accorciata (a tutto vantaggio della maneggevolezza), il sottosella è stato ampliato e ospita ora un casco integrale + 1 jet, liberando definitivamente il baule dall'ingombro dei caschi (operazione davvero splendida, che lascia tutta la volumetria della bauliera intatta, considerando anche, che, grazie ad un gioco stilistico, è stata aumentata la capienza di ben 8 litri, trasformando l'AD3 in un veicolo ben più capiente di una Smart !!).

Novità importanti anche nel frontale che vede sparire i montanti reggiparabrezza per favorire lo sviluppo di un guscio avvolgente e notevolmente protettivo (che probabilmente si estenderà in basso sino a riparare le gambe del pilota), da cui spuntano solamente gli specchietti retrovisori ed il tergicristallo e che culmina in alto con un riporto inspessito al quale viene fissato il tetto retrattile tipico Adiva.

Finalmente sparito l'anacronistico alloggiamento della "motoradio" e dei due altoparlanti incastonati nella parta alta del tunnel, così come sparite le due tasche aperte laterali (ora sempre esposte alle intemperie), in favore di un ampio gavone con sportello a chiave che risulterà certo più utile e sfruttabile (fermo restando la possibilità di alloggiare il navigatore sul manubrio !).

Di conseguenza, riposizionate (meglio) anche le bocchette del riscaldamento mani e piedi per l'impianto che sarà offerto in optional (o di serie nel 300 cc ?).

Eccoci infatti alla motorizzazione che prevede (per il momento) due cilindrate solamente : 125 o 300 cc.

I motori sono Kymco e ci sentiamo di elogiare questa scelta in quanto trattasi dei propulsori concettualmente più nuovi, potenti ed affidabili proposti ultimamente dal panorama scooteristico (vedi i dati di vendita e i lusinghieri commenti circa gli ultimi prodotti Kymco).

A parte il 125 cc, prodotto quasi esclusivamente per il mercato estero (non dimentichiamo che la quota di mercato di Adiva in Italia è minima rispetto alla penetrazione nel mercato estero, leggi qui !), che rimarrà comunque un propulsore appena sufficiente per questo veicolo, il 300 cc ci sembra il compromesso giusto, come avevamo già anticipato, per fare di questo scooter un "ognistrada" (oltre che un "ognitempo").

La strumentazione riprenderà l'ultima serie dell'AD con il cruscotto formato da 2 cilindri con gli indicatori all'interno ed il manubrio (se pur ingiudicabile in quanto incompleto anche nel prototipo), sembra rimarrà piccolo e maneggevole come piace a noi.

Ancora due parole sulle ruote che saranno da 13" le due davanti e da 14" quella dietro, con frenata ripartita e combinata su 3 dischi che sicuramente non farà rimpiangere la mancanza dell'ABS (sempre che non venga poi inserito nella lista degli optional al momento della commercializzazione).

Anche il prezzo non è pervenuto ovviamente (visto che manca quasi un anno alla commercializzazione), ma si vocifera di circa 6.500 euro per il 300 cc, cifra che ci sembra assolutamente in linea visto il veicolo.

Non ci piace . . .

per il momento la scelta del parabrezza senza supporti, bellissima l'estetica e la visuale per il pilota, ma ci lasciano perplessi la robustezza soprattutto nei punti destinati ad un lavoro maggiore e frequente (attacco del tetto) e la sicurezza passiva : nell'attuale parabrezza con i montanti lo stesso si stacca al momento di un urto abbastanza sostenuto . . . cosa avverrà con quello avvolgente ?

Va bene la sella filante e "modulabile" a seconda del pilota ma un gradino "poggiareni" quanto sarebbe auspicabile soprattutto nelle percorrenze medio/lunghe !

Componentistica : al momento è ingiudicabile in quanto si tratta appunto di un prototipo, reale quanto si vuole ma pur sempre un prototipo, ci appelliamo comunque ai costruttori affinchè plastiche e assemblaggi migliorino decisamente anche rispetto alle ultime versioni Adiva che, in alcuni punti, hanno mostrato più di una carenza.

Ultimo appunto/richiesta per un accessorio piccolo piccolo ma utile utile : la luce nella bauliera !
Non so dire che sollievo sarebbe per chi, come me, usa il baule come un vero portabagagli ed eviterebbe di frugare in lungo e in largo alla ricerca dei guanti quando la notte è fonda e . . ovviamente . . . piove !


5 commenti:

Anonimo 10 novembre 2010 10:25  

condivido totalmente gli appunti sia negativi che positivi, avrei preferito qualcosa di più del 300,
per gli accessori mi auguro che dotino la moto di un termoscud più adeguato alle temperature del nord... altresi avrei suggerito di inserire a fianco della plancia strumenti di un vano porta ombrelli (quelli piccoli) magari dotato di un tappo a chiave, quando ci si ferma e piove a dirotto è comodo averlo a portata di mano, concordo a pieno le perplessità sul parabrezza, bellissimo ma forse un po delicato, se ti cade la moto o urti fortemente gli specchietti rischi di spaccare tutto...
per finire è previsto un freno di sosta?

Gabriele 13 novembre 2010 13:14  

si era parlato anche del sistema di bloccaggio delle ruote simile all' MP3 in modo da non dover "uscire" dall'abitacolo quando si è fermi al semaforo sotto la pioggia...

Anonimo 18 novembre 2010 17:44  

Se lasciano la componentistica a livello "cinese" come quella vista in fiera, fanno un errore grossolano. Confermo di aver letto anch'io che avrebbe avuto il bloccaggio in posizione centrale, senza mettere i piedi in terra...

Domenico

Anonimo 22 novembre 2010 12:11  

condivido il fatto che la qualità della componentistica della Adiva non è mai stata "fantastica" non tanto per quanto riguarda la componentistica tecnologica, che sulle precedenti modelli (vedi 250) era sicuramente superiore alla media, ma i problemi hanno sempre riguardato gli assemblaggi e le plastiche, anche e sopratutto quando Adiva produceva in Italia, periodo Benelli compreso.
In Cina si produce anche alta qualità dipende da quanto vuoi spendere.... e sopratutto dalla bonta del processo produttivo, ritengo che il vero problema stia nelle risorse che Adiva riversa nello studio progettuale relativo agli assemblaggi sopratutto riferito allo stress che questi subiscono con il tempo e non tanto sul luogo di produzione del mezzo.

Anonimo 22 novembre 2010 12:26  

il problema che ha sempre afflitto i modelli Adiva, anche nel periodo Benelli è sempre stato nella approsimazione degli assemblaggi supratutto in virtù dello stress che subiscono con il tempo, in Cina si produce oramai anche ad alto livello qualitativo, semmai bisogna vedere come una azienda è organizzata nella produzione sopratutto riferita al processo produttivo vero e proprio.
Ritengo che più che altro il problema stia nelle risorse che Adiva investe nello studio progettuale di queste parti, riferito alla composizione strutturale che altre ad avere un assemblaggio decente deve durare nel tempo alle ingenti sollecitazioni che lo scooter gli procura.

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